Zahira, giovane trans aggredita in un locale di Catania: “Mi pestava e nessuno mi ha aiutata”

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Zahira, giovane trans aggredita in un locale di Catania.

Zahira, giovane trans aggredita in un locale di Catania. Zahira, transessuale catanese di 21 anni è stata aggredita in un locale in pieno centro. È bastato uno sguardo di troppo per essere attaccata dal suo aggressore. Mascella rotta, tendini degli occhi rotti e occhio destro gonfio. Svenuta a terra e lasciata lì da sola, senza nessun aiuto. Un fatto che ferisce non solo fisicamente ma soprattutto dentro l’anima.

È stato un desiderio di tutti poter uscire di casa, svagarsi e vivere un momento di spensieratezza, in particolar modo in questo periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19. Zahira, 21enne catanese ma di origini mauriziane, transessuale, stava combattendo la sua ansia e aveva voglia di riscattarsi a livello sociale. Ma attorno a lei solo tanta cattiveria e omertà. È stata pestata a sangue per uno sguardo di troppo e, la cosa peggiore, che è stata lasciata da sola, a terra e svenuta, senza che nessuno la aiutasse. Un fatto che ferisce non solo fisicamente ma soprattutto dentro l’anima.

Trans aggredita in un locale a Catania: “Pestata a sangue, nessuno mi ha aiutata”

Nessuna pietà. Colpita al volto e lasciata a terra svenuta “Nessuno mi ha aiutata”

Era il 2 maggio scorso quando Zahira si trovava da sola in un locale in pieno centro di Catania. Stava cercando di combattere la sua situazione di ansia, desiderava sentirsi libera e spensierata da mille pregiudizi. E invece è bastato uno sguardo di troppo dell’aggressore per colpirla in pieno volto in un locale catanese. “Mi sono accorta che c’era questo ragazzo che mi stava fissando da 30 minuti e mi stava mettendo palesemente a disagio – racconta Zahira –  così ho deciso di chiamare una mia amica e raccontarle tutto. Dal momento in cui ho guardato questo ragazzo lui si è avvicinato e mi ha chiesto che cosa stavo guardavo. Si è avvicinato verso di me e mi ha pestato a sangue lasciandomi per terra svenuta – continua Zahira – mi ha pestata ancora e poi è scappato. Nessuno è intervenuto – ha detto Zahira – questa cosa mi ha lasciata senza parole anche perché il locale era pieno di persone però nessuno è intervenuto. Mi aspettavo una reazione da parte di qualcuno e beh non dico che tutti sarebbero dovuti correre in mio soccorso ma un minimo di umanità – ha detto con amarezza.

Occhio gonfio e tendini rotti oltre che una mascella fratturata

Per Zahira il triste epilogo non si conclude solo quella notte perché si sveglia all’indomani dell’accaduto.”La mascella fratturata e l’occhio destro gonfissimo – ha detto Zahira – se il DDL Zan fosse stato approvato, quel ragazzo potrebbe pagare per ciò che mi ha fatto. E invece no. Continua – Adesso ho anche paura di recarmi a lavoro. Ho denunciato poco più di tre giorni fa anche se non volevo farlo perché avevo paura delle conseguenze. Certamente – ha detto Zahira – non sono l’unica persona che è stata attaccata e sta subendo aggressioni verbali e fisiche e in Italia abbiamo bisogno che queste cose vengano fermate assolutamente perché non è giusto e non è normale che questi fatti accadono nel 2021 e tutti quanti continuano a ripeterlo come se le cose stessero andando avanti e invece non sembra. Dunque abbiamo bisogno di questa legge Zan.

Un passato burrascoso. “Sono fiera di quella che sono oggi”

Del suo passato Zahira ricorda solo tanto male. La famiglia non ha mai approvato la sua scelta di cambiare sesso. “Non capisco che male faccio alle persone se sono me stessa – ha detto Zahira – non ho avuto l’appoggio da parte della mia famiglia quando ho deciso di cambiare sesso, non che prima l’avessi però è stato moto più complicato e quindi vorrei che nessun altro si sentisse come me. Se devo essere onesta – racconta Zahira – non mi manca nulla del mio passato anche perché è stato molto burrascoso. Se prima non venivo buttata fuori di casa perché adesso sono transessuale mi buttavano fuori perché avevo fatto coming out come uomo gay. Ho dormito per strada varie volte per colpa di mio padre, mi ha anche picchiata un sacco di volte. Sono fiera della donna che mi ha reso perché tutte le volte che mio padre ha cercato di mettermi i piedi in testa io mi sono sempre rialzata e sono la persona che sono adesso anche grazie a queste cose che mi hanno formata – conclude – anche questa aggressione che è successa mi aiuterà a diventare una persona più forte”.

La solidarietà a Zahira da parte dell’Arcigay di Catania. “Abbiamo offerto il nostro supporto psicologico e legale a Zahira – dichiara Armando Caravini, presidente Arcigaydi Catania – questo ennesimo atto di violenza verso una persona della nostra comunità è la prova di quanto sia urgente l’approvazione del disegno di legge Zan contro l’omobilesbotransfobia, misoginia e abilismo. Un paese civile non può permettersi casi di violenza come questi. Se ci fosse stato il disegno di legge Zan sicuramente sarebbe stato applicato l’aggravante d’odio transfobico, in questo caso invece non si potrà applicare e quindi seguirà tutt’altro iter con punizioni più miti. Conclude – Se ci fosse stata la legge l’aggressore sarebbe stato sia punito che educato”.

 

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