Sono anni che saltuariamente si rincorrono voci dell’arrivo della pubblicità in WhatsApp, sempre prontamente smentite da Facebook, ma adesso sono proprio le parole di un suo dirigente, David Marcus, a riaccendere la miccia.

Per quanto riguarda la pubblicità, renderemo senz’altro WhatsApp più aperto. Avremo la possibilità di permettere alle aziende più grandi, non solo alle piccole imprese, di integrare nuove API per inviare e ricevere messaggi con gli utentWhatsapp.

Marcus tira insomma in ballo la famigerata pubblicità, ma la sua spiegazione risulta un po’ ambigua, parlando solo di uno scambio di messaggi. In realtà una spiegazione più plausibile l’avremmo trovata, ricordandoci di quanto trapelato in una recente beta per Android, che conteneva nuovi termini di servizio non ancora resi pubblici:

In breve, si parla sì di un modo per mettere in contatto utenti ed aziende, con informazioni quali ordini, transazioni, spedizioni, consegna ecc, ma si parla anche di messaggi sponsorizzati da parte di quelle stesse aziende. Non pubblicità nel senso di banner insomma, ma sotto forma di messaggi promozionali/di marketing.

Barclays predice infatti che l’addio di Jan Koum sarà l’araldo dell’arrivo della pubblicità, ed il Washington Post gli fa eco, citando delle divergenze di approccio su vari punti, tra i quali, per l’appunto, la pubblicità.

Marcus ha ovviamente negato che sia questo il motivo dell’addio di Koum, e nessuno può affermare con certezza il contrario; vero è che se proprio adesso si concretizzassero le ipotesi di cui sopra, il dubbio sarebbe quantomeno legittimo.