Villa Inferno Bologna, una testimone. Una donna di 30 anni, che partecipava ai festini di Villa Inferno, a Bologna, ha raccontato agli inquirenti di aver visto la 17enne, dal cui racconto sono partite le indagini, nella villa: “La sera in cui l’ho rivista a Villa Inferno aveva assunto molta coca e mi è sembrato che molti uomini si stessero approfittando di lei. Ho deciso spontaneamente di portarla a casa con me perché sapevo che era minorenne e ho voluto proteggerla”.

Emergono altri elementi dall’indagine dei carabinieri sul presunto giro di prostituzione che vede al centro la cosiddetta Villa Inferno, la villa dell’imprenditore Davide Bacci, ora in carcere, a pochi chilometri dal centro di Bologna. Lì avvenivano i festini in cui uomini tra i 25 e i 50 anni, anche molto noti nel Bolognese, avrebbero chiesto prestazioni sessuali a ragazze minorenni in cambio di cocaina. Alcune testimoni stanno aiutando gli inquirenti a delineare cosa sarebbe effettivamente accaduto a Villa Inferno: tra queste anche una donna di 30 anni che ha partecipato ai festini. “La sera in cui l’ho rivista a Villa Inferno aveva assunto molta coca e mi è sembrato che molti uomini si stessero approfittando di lei. Ho deciso spontaneamente di portarla a casa con me perché sapevo che era minorenne e ho voluto proteggerla”, ha riferito in merito alla ragazza 17enne che per prima aveva raccontato agli inquirenti cosa stesse accadendo nella villa, dopo una segnalazione della madre.

Villa Inferno, rapporti con una minorenne in cambio di droga
La donna avrebbe quindi aiutato la ragazzina, raccontando allo stesso tempo chi fossero i partecipanti ai festini al centro delle indagini. Tra loro avvocati, manager e volti noti della borghesia bolognese. Circa una trentina di persone sarebbero state presenti mentre alcuni uomini, ora indagati, consumavano rapporti con una minorenne in cambio di droga. Ma ce ne sarebbero altri, che finora sono rimasti estranei alle accuse penali solo in quanto non si sarebbero fatti riprendere negli atti e non avrebbero scambiato messaggi rintracciabili con la ragazzina.

Bologna, festini anche durante il lockdown

La trentenne che ha raccontato agli inquirenti della notte con la 17enne ha anche riferito di aver partecipato a un altro festino a Villa Inferno lo scorso aprile. Quindi nel bel mezzo del lockdown. Sulla ragazzina ha poi aggiunto: “Credo di aver fatto bene a portarla via perché successivamente lo stesso Bacci mi ha mostrato un video, da lui ripreso, in cui lei è ripresa in esplicita attività orgiastica”. Ci sarebbe anche un’altra donna coinvolta, una 21enne, che avrebbe introdotto la ragazzina ad altri ambienti per avere rapporti sessuali con degli uomini in cambio di compenso e droga.

Parla un’amica della 17enne da cui sono partite le indagini
Un’altra giovane di 19 anni, amica della 17enne, ha invece raccontato di una serata in cui le ragazze erano ad un bar e venivano invitate a Villa Inferno. “Inizialmente eravamo nella sauna io, lei, Bacci e F.F (uomo di 40 anni, anche lui indagato; ndr). Poi F. e lei hanno iniziato ad avere un rapporto e io e Bacci siamo andati via. Preciso che quella sera tutti avevano portato della bamba, noi abbiamo tirato ma nessuno ci ha costrette”. Agli inquirenti ha anche detto di essere venuta a sapere di una violenza subita dall’amica: “Credo che per questo la sera del 1 marzo ha insistito perché andassi con lei a Villa Inferno”. La 17enne, però, non avrebbe confermato la storia ai carabinieri.