Verona. Il furto all’interno dell’area ospedaliera di Verona ai danni di un equipaggio sanitario della Croce Verde. A far scattare l’allarme è stata la scomparsa di alcune tute e di un un possibile uso improprio delle casacche ma fortunatamente poche ore dopo le giacche sono state ritrovate. Un locale pastificio si è offerto di ricomprare i cellulari ai volontari.

Hanno atteso che gli operatori sanitari lasciassero l’auto medica incustodita per qualche minuto durante questi giorni di frenetico lavoro per l’emergenza coronavirus e si sono fiondati nel mezzo di soccorso per rubare. L’assurdo quanto odioso gesto è avvenuto nelle scorse ore a Verona ai danni di un equipaggio sanitario della Croce Verde impegnato durante il proprio lavoro quotidiano. A rendere la situazione ancora più incomprensibile è che il furto non è avvenuto in un strada deserta ma all’interno dell’area ospedaliera, davanti a uno dei padiglioni del’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento. La vicenda è stata denunciata pubblicamente dalla stessa Croce Verde tramite i suoi canali social.

I malviventi questa vota pare non fossero alla ricerca di apparecchiature sanitarie o dispositivi di protezione come accaduto in atri casi in Italia. Dal mezzo di soccorso infatti sono spariti principalmente oggetti che appartenevano ai soccorritori come portafogli e cellulari. A far scattare l’allarme però è stata la scomparsa, tra le altre cose, di alcune tute, le tipiche casacche arancioni indossate dagli operatori dell’associazione. Il pensiero infatti è andato a un possibile uso improprio di questo materiale visto che gli sciacalli sono sempre in azione e truffe in questa emergenza Covid-19 già sono state messe in atto come ad esempio quelle dei finti controlli e test.

“A due volontarie Croce Verde al Polo Confortini ospedale di Borgo Trento padiglione 13 hanno rubato la giacca della divisa arancione con i cellulari all’interno. Se vedete qualcuno che indossa il solo giubbino croce verde siete pregati di telefonare in sede” avevano avvertito dalla Croce verde ma fortunatamente poche ore dopo le giacche sono state ritrovate. Il lieto fine alla storia lo ha messo un locale pastificio che si è offerto di ricomprare i cellulari alle volontarie. “Il gesto della De Angelis ha cancellato tutto il delirio e il nervoso della giornata infernale che abbiamo avuto. Un raggio di sole nella notte!” ha dichiarato il caposquadra degli operatori