Venezia, violentava la figlia della compagna mentre lei era in ospedale: “Così fanno papà e figli”

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Venezia

Venezia, violentava la figlia della compagna mentre lei era in ospedale. Costringeva la figlia della compagna a vedere con lui filmati pedopornografici sull’Ipad. “Questo è quello che fanno i genitori con i figli” le diceva per poi costringerla a subire violenza a soli 6 anni. Una storia terribile che arriva da Venezia. La madre della piccola ha denunciato tutto alle autorità dopo aver scoperto casualmente cosa stesse accadendo.

La costringeva a vedere filmati pedopornografici sull’Ipad dicendole che quelle immagini raffiguravano “quello he fanno i bambini con i genitori”. Dopo averle fatto vedere i video, la costringeva a subire violenze sessuali a soli sei anni. Un’accusa terribile nei confronti di un uomo nel Veneziano per il quale il pm ha chiesto nella giornata di martedì pomeriggio una condanna a 14 anni di reclusione. La piccola è la figlia dell’ex compagna dell’imputato. Proprio lei ha raccontato alla mamma quanto avveniva tra le mura domestiche mentre lei non c’era: la donna, infatti, era incinta di un terzo figlio avuto con l’imputato e per questo motivo trascorreva spesso tempo in ospedale. Un giorno si è accorta di alcune macchine sul divano di casa. Dopo averne chiesto conto al compagno, ha deciso di fare ulteriori domande ai due figli piccoli finché la bimba ha ceduto. “Non posso dirlo perché è un segreto tra me e lui. Non posso dirti niente” ha solo detto la piccola prima di chiudersi nuovamente nel silenzio.

La donna ha però continuato ad insistere, preoccupata dalle affermazioni della minore. Così lei si è confidata, spiegando che le macchie sulla stoffa del divano erano dovute a un “olio” che l’uomo usava per “rifare con lei quello che avevano visto in video”. La bimba ha poi portato la madre nel posto in cui l’imputato nascondeva l’Ipad usato per mostrare alla bimba i filmati pornografici. Immagini prese sul dark web proprio con lo scopo di fare del male ai propri figli. Tra le foto salvate nel dispositivo, anche alcune immagini di nudo della piccola. A quel punto, la donna ha denunciato tutto alle forze dell’ordine, allontanando i figli dall’ex compagno. “I fatti sono gravissimi – scrive il pm Gava nella sua requisitoria – soprattutto perché la bimba si fidava di quell’uomo e lo chiamava “papà” anche se non vi era un legame di sangue. Chiedo il massimo della pena prevista per questo tipo di reati”.

La bimba è stata ascoltata dalle autorità con la mediazione di uno psicologo. Agli inquirenti ha rivelato che le molestie erano andate avanti per mesi. Testimone anche un secondo figlio che aveva raccontato alla madre un altro particolare agghiacciante a conferma della versione della sorellina. “Spesso lui mi mette a letto e poi si ferma a vedere dei film con lei”. La piccola è ora più tranquilla, ma all’epoca dei fatti aveva acquistato comportamenti problematici anche nell’ambito scolastico.

 

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