Variante Covid, a Londra non c’è più posto in ospedale: pazienti curati nelle ambulanze

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Variante Covid, a Londra non c’è più posto in ospedale.

Variante Covid, a Londra non c’è più posto in ospedale. Ospedali al collasso a Londra e nel Kent dopo la scoperta della variante di Covid-19 prima di Natale: per mancanza di letti disponibili i pazienti vengono curati direttamente all’interno delle ambulanze, con attese fino a 6 ore per un posto nei reparti di degenza o terapia intensiva: “Siamo disperati perché il pronto soccorso è pieno. È un senso di impotenza che difficilmente riusciamo a spiegare”.

Gli ospedali inglesi non era mai stati così sotto pressione neppure durante la prima ondata della pandemia di Coronavirus. Complice anche la scoperta della variante di Covid-19 nelle scorse settimane nell’area di Londra e del Kent, il sistema sanitario è quasi al collasso, con numerosi pazienti che vengono assistiti direttamente all’interno delle ambulanze per mancanza di letti. È quanto sta succedendo, ad esempio, al Queen’s Hospital di Romford, a pochi passi dalla City, dove, come racconta il quotidiano The Mirror, le cure vengono prestate nei parcheggi in attesa che si liberi un posto all’interno dei nosocomi.

Stessa situazione al Medway Hospital nel Kent, dove un paramedico ha detto che nei giorni scorsi erano stimate fino a sei ore di attesa per alcuni pazienti che arrivavano in ambulanza. Secondo i dati ufficiali, alle 8 di lunedì scorso c’erano 20.426 malati ricoverati negli ospedali della sola Inghilterra, quasi il doppio rispetto al massimo raggiunto nel corso della prima ondata, cioè 18.974 del 12 aprile. Il giorno peggiore per i servizi di ambulanza è stato quello di Santo Stefano: il 26 dicembre sono state ricevute 7.918 chiamate di emergenza, oltre 2.500 in rispetto allo stesso giorno del 2019.

Nonostante le misure restrittive adottate dalla maggior del Paese, che al momento interessano ben 24 milioni di persone, il Regno Unito ha registrato il più alto aumento giornaliero di contagi Covid con 41.385 infezioni, mentre altre 357 persone, portando il totale a 71.109. E la situazione, dicono gli esperti, potrebbe ancora peggiorare tra gennaio e febbraio. Il dottor Adrian Boyle, del Royal College of Emergency Medicine, ha detto a Sky News che la situazione è “molto dura” e ha aggiunto che il problema è particolarmente acuto a Londra ma “potrebbe facilmente diffondersi. Le ambulanze continuano ad arrivare e noi siamo disperati perché il pronto soccorso è pieno. È un senso di impotenza che difficilmente riesco a spiegare”.

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