L’inizio dell’anno scolastico coincide con il caos sull’obbligo vaccinale. Il governo ha introdotto l’autocertificazione per attestare la vaccinazione dei bambini, prorogandola fino al 10 marzo 2019. Ecco che cosa potrebbe succedere dopo quella data

L’anno scolastico 2018/2019 è iniziato all’insegna del caos a causa delle incertezze sui vaccini obbligatori nelle scuole pubbliche. Nelle ultime settimane il governo ha cambiato più volte le carte in tavola, tra legge Lorenzin e autocertificazione. Ma cerchiamo di fare chiarezza sulla situazione attuale e su che cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro.

CHE COSA PREVEDE LA LEGGE? Il 28 luglio 2017 è diventato legge il decreto Lorenzin sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione nelle scuole pubbliche. I minori tra 0 e 16 anni possono iscriversi a scuola solo se hanno effettuato dieci vaccinazioni obbligatorie e gratuite: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. I bimbi non in regola con le vaccinazioni non potranno entrare nei nidi e nelle materne, mentre sono previste sanzioni da 100 a 500 euro per chi non rispetta l’obbligo alle scuole primarie e secondarie. Ma attenzione: la legge non corrisponde alle regole attuali (che trovate qui sotto)

QUALI SONO LE POSIZIONI IN CAMPO? All’interno della maggioranza di governo, la posizione del Movimento 5 Stelle è stata fortemente critica nei confronti dell’obbligo. Nello scorso mese di luglio il ministero della Salute e quello dell’Istruzione hanno depotenziato l’obbligo, prevedendo un’autocertificazione al posto di un documento sanitario che comprovi l’avvenuta vaccinazione. Ad agosto, poi, il ministro Giulia Grillo ha ipotizzato il cosiddetto “obbligo flessibile“: scatterà solo quando si verificheranno emergenze sanitarie o ci sarà un significativo scostamento dagli obiettivi di copertura fissati. L’ultimo capitolo di questa intricata vicenda si è avuto con il decreto Milleproroghe: prima è stato previsto il superamento della legge Lorenzin consentendo l’iscrizione a scuola anche ai minori non vaccinati, poi un nuovo emendamento del governo, dopo le proteste di genitori, presidi e associazioni, è tornato alla previsione dell’obbligo.

QUALI SONO LE REGOLE ATTUALI? Ma la contraddizione non è finita, perché infatti nell’ultima versione del Milleproroghe è rientrata l’autocertificazione come prevista dalla circolare Grillo-Bussetti. Quest’ultima è dunque la norma attualmente in vigore: dopo due retromarce nell’arco di appena 24 ore, infine il governo ha stabilito che i genitori potranno presentare un’autocertificazione per far entrare i bambini a scuola. L’attestazione dell’effettiva vaccinazione andrebbe presentata solo entro il 10 marzo 2019. Tuttavia alcune regioni, come la Toscana, sono corse ai ripari prima dell’inizio dell’anno 2018/2019 confermando (con i voti di Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Mdp) l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e materne.

CHE COSA POTREBBE CAMBIARE? I presidi considerano “eccessivo” il termine di marzo 2019 per la presentazione degli attestati di vaccinazione. Dopo quella data, non è facile dire con certezza che cosa potrebbe succedere. Le ipotesi:
– approvazione di una nuova legge sull’obbligo vaccinale, verosimilmente meno restrittiva del decreto Lorenzin, considerando le posizioni critiche e talvolta apertamente scettiche all’interno della maggioranza;
– ulteriore proroga dell’autocertificazione (che in qualche modo aggira l’obbligo) fino al dicembre 2019, con conseguente sovrapposizione all’inizio dell’anno scolastico 2019/2020.