Sheikh Mohammed Mutumba si è sposato con una “donna” incontrata in moschea: dopo due settimane dal matrimonio tuttavia ha scoperto che si trattava di un uomo, che aveva organizzato il raggiro per rubare nella sua casa e in quella dei vicini.

Chissà cosa avrà pensato l’imam ugandese che ha scoperto per purissimo caso di essersi unito in matrimonio con un uomo. Sheikh Mohammed Mutumba ha dichiarato alla polizia di aver incontrato Richard Tumushabe alla moschea di Kyampisi e, convinto si trattasse di una donna, di avergli proposto il matrimonio, che Tumushabe ha accettato.

La futura “moglie”, che aveva detto di chiamarsi Swabullah Nabukeera, è riuscita a evitare di avere rapporti sessuali con l’imam, garantendogli che momenti di intimità ci sarebbero stati dopo che avesse conosciuto i suoi genitori. L’imam, che voleva fare le cose in regola, ha quindi ufficialmente sposato l’impostore secondo il rito religioso islamico nikah, pagando anche a una “zia” la dote per la ‘sposa’, consistente in due sacchi di zucchero, due capre, una copia del Corano e dei vestiti.

Anche dopo le nozze la “sposa” è riuscita a evitare rapporti intimi, motivando il diniego con un prolungato ciclo mestruale. Ma alla fine l’impostore è stato smascherato dalla polizia, quando un vicino ha denunciato la ‘sposa’ dell’imam per il furto nella sua abitazione di un televisore, dell’equivalente di circa 70 euro in contanti e di vestiti. Nel locale ufficio di polizia Tumushabe, prima di essere inviato nel reparto femminile del penitenziario locale, è stato visitato da una poliziotta che non ha potuto fare a meno di svelare l’imbroglio. L’uomo è stato dunque accusato di raggiro, furto e ottenimento di beni con false generalità.