Ucciso a Bergamo davanti alla famiglia, il 19enne fermato: “Mi sono difeso”

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Ucciso a Bergamo davanti alla famiglia, il 19enne fermato.

Ucciso a Bergamo davanti alla famiglia, il 19enne fermato. Il 19enne fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate un 34enne davanti alla sua famiglia nel centro di Bergamo dopo una banale lite per tutta la notte è stato sentito dal pubblico ministero. Ha risposto a parte delle sue domande precisando che si è difeso dopo che il 34enne lo ha minacciato con una bottiglia rotta.

Parla al pubblico ministero il 19enne fermato con l’accusa di aver ucciso con una coltellata un 34enne davanti alla sua famiglia nel centro di Bergamo dopo una banale lite scoppiata forse per una spallata sul marciapiede. Stando a quanto raccontato al giudice, il 19enne ha spiegato di essersi difeso dalla vittima Tayari Marouan, originario della Tunisia ma da molti anni in Italia, dopo che quest’ultimo lo avrebbe insultato per aver urtato la figlia dodicenne. Nel dettaglio, durante l’interrogazione il giovane ha parlato di una bottiglia rotta che il 34enne gli avrebbe puntato contro.

La versione dei fatti secondo il fermato

L’interrogatorio è andato avanti tutta la notte in presenza dell’avvocato difensore Enrico Pelillo e del pubblico ministero Paolo Mandurino: il 19enne, incensurato, ha risposto a parte delle domande fino poi decidere con il suo legale di avvalersi della facoltà di non rispondere. Da quanto emerge dal racconto del fermato, la famiglia della vittima si era seduta sui gradini fuori casa sua: qui sarebbe scoppiata una lite, il motivo è ancora da confermare. A quel punto il ragazzo sarebbe stato minacciato con una bottiglia rotta e avrebbe quindi ferito mortalmente il tunisino, regolare in Italia da tempo, con il coltello a serramanico che aveva già con sé. Non conferma dunque la prima ricostruzione che lo vede rientrare in casa per prendere il coltello: il 19enne racconta che è rincasato dopo la prima discussione, ma solo per recuperare il casco che aveva dimenticato. Ora spetta agli inquirenti confermare quanto spiegato dal giovane che si trova ora in carcere a Bergamo. Sulla convalida deciderà i giudice nelle prossime ore.

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