Uccisa dal figlio. I familiari di Larisa Smolyak non potranno rimpatriare il suo corpo per i funerali in Ucraina: non hanno la somma sufficiente per pagare le spese. Il fratello si è rivolto alle istituzioni. La donna era stata uccisa mercoledì scorso dal figlio nella loro casa di Camaiore (Lucca): durante una discussione il 29enne l’aveva tramortita e ammazzata con 40 coltellate.

Il corpo di Larisa Smolyak, la donna uccisa mercoledì scorso a coltellate dal figlio, non potrà fare ritorno in Ucraina: i familiari non hanno il denaro necessario per sostenere i costi di rimpatrio della salma. Il fratello della vittima, Yuriy Smolyak, anche lui in Italia e residente a Fano (Pesaro), si è rivolto alle Istituzioni, chiedendo un aiuto per affrontare le spese. La donna era stata uccisa nella sua casa di Camaiore, in provincia di Lucca. A chiamare le forze dell’ordine era stato lo stesso ragazzo, che dopo le coltellate mortali aveva telefonato ai carabinieri per confessare l’omicidio.

Secondo la ricostruzione Andriy Bocksan, 29 anni, ha sferrato alla madre 40 coltellate dopo un litigio. La feroce aggressione era avvenuta nell’appartamento dove  il 29enne viveva con la madre, invalida agli arti e titolare di una pensione di invalidità. I due, hanno appurato i militari, vivevano in una condizione di profondo disagio e tra loro c’era un rapporto tormentato. Forse la lite era scoppiata proprio per motivi di soldi.

L’avrebbe prima colpita con un oggetto contundente, forse un posacenere che è stato poi ritrovato nella stanza, facendole perdere i sensi. Le prime coltellate sarebbero state sferrate nei punti vitali, quindi verso il collo, ma dopo averla uccisa il figlio si sarebbe accanito sul corpo ormai senza vita, con altri fendenti diretti alle altre parti del corpo. Bocksan, dopo avere telefonato ai carabinieri, ha atteso il loro arrivo in strada e li ha portati nell’abitazione dove c’era il corpo. Il 29enne è stato portato in caserma e arrestato con l’accusa di omicidio volontario.