Uccide la figlia di due anni: la donna aveva denunciato il marito tre volte

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Uccide la figlia di due anni: la donna aveva denunciato il marito tre volte.

Uccide la figlia di due anni: la donna aveva denunciato il marito tre volte. Aveva denunciato il marito tre volte Patrizia C., la donna indagata con l’accusa di omicidio volontario per la morte della figlia di 2 anni questa notte nella loro casa a Cisliano. La donna, in un lungo post su Facebook, ha raccontato che era picchiata e insultata dall’uomo che a sua volta l’aveva denunciata per diffamazione e calunnia. Patrizia C. aveva poi accusando la Procura di Pavia “di aver ridicolizzato una storia di abusi e violenze in maniera errata”. Ora il post della donna è al vaglio degli inquirenti.

“La mia storia è stata ridicolizzata”. È solo una parte del lungo post che Patrizia C., la donna indagata con l’accusa di omicidio volontario per la morte della figlia di 2 anni la scorsa notte a Cisliano, ha pubblicato su Facebook poche ore prima dell’omicidio. La donna ha poi scritto di aver denunciato il marito tre volte per maltrattamenti, che a sua volta poi l’aveva denunciata per calunnia e diffamazione. “Una bella persona non percuote e picchia nessuno. Una bella persona non sminuisce la moglie chiamandola. Stupida, ignorante, stronza e puttana. Non vali nulla, stai zitta e non rompermi i coglioni”, scrive la donna.

La testimonianza di una vicina
Secondo quanto precisa una vicina a Fanpage.it, “meno di un mese fa è venuta l’ambulanza e ha ricoverato la donna per  i maltrattamenti subiti”. La vicina, oltre ad aver visto l’ambulanza, aveva segnalato anche un post della donna su Facebook in cui lei “aveva pubblicato una foto delle botte ricevute”. Poi però il post era stato cancellato. E ancora: secondo quanto si è appreso invece dagli inquirenti nelle denunce la donna sosteneva tutta una serie di maltrattamenti, liti, insulti. Ma, secondo indiscrezioni. per almeno due denunce gli episodi non sarebbero stati tali da configurare reati in modo netto. La terza, invece, sarebbe più esplicita: per ora però i contenuti non sono stati resi pubblici.

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Il post di Fecebook scritto poche ore prima dell’omicidio

Ora resta al vaglio delle autorità il post della donna riportato qui in versione integrale:

“Una bella persona non insulta moglie e bambini NO. Una bella persona non tradisce la sua compagna NO. Una bella persona non si sposta durante le ore di lavoro per comodi personali (tradimenti e compagnia bella) ed invece non è mai presente con la sua famiglia NO. UNA BELLA PERSONA NON PERCUOTE E PICCHIA NESSUNO. Una bella persona non sminuisce la moglie chiamandola Stupida, ignorante, stronza e puttana. Non vali nulla, stai zitta e non rompermi i coglioni. NO.

Una bella persona. Questo continuo a sentire. È una bella persona. Avete un concetto assai strano di brava persona. Sono disgustataLe belle persone accompagnano con amore e stima i propri cari. Usa calma e parole positive. E accanto nei momenti difficili. Protegge i propri cari. Queste sono le belle persone.

Caro marito vai a denunciami ancora per calunnia e diffamazione. Denunciami ancora per sequestro di minore. Édith è la mia bambina. Non vi è alcuna calunnia. Purtroppo è vita reale. Un altra bella persona libera di continuare ad esserlo. Grazie alle forze dell’ordine e alla procura di Pavia per aver ridicolizzato una storia di abusi e violenze in maniera errata. Denunciate donne. Siete comunque giudicate da un mondo omertoso a coprire gli orrori. Solo da morte verrete chiamate vittime.Altrimenti siete solo delle povere pazze”.

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