Turismo nell’Isola, fatturato a picco.Anche uno studio dell’Università di Sassari evidenzia le pesantissime ripercussioni dell’emergenza virus sul settore vacanziero isolano. A giugno calo del 95%.

Nuova previsione, nera, sulla stagione turistica in Sardegna ai tempi del coronavirus.

Dopo i dati pessimi delle associazioni del settore diffusi in questi giorni, arrivano le stime di un’indagine realizzata da Giacomo del Chiappa, docente di Marketing del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Sassari, secondo cui nel mese di giugno il fatturato del comparto vacanziero sardo ha fatto registrare addirittura un -95% rispetto al 2019.

Lo studio si è basato su un campione di 360 strutture ricettive dell’Isola, tra hotel ed extra alberghiero. I turisti che hanno prenotato sono per lo più italiani: il 75%, di cui il 22% sardi.

Gli stranieri sono solo il 25%, concentrati nella seconda parte della stagione.

Queste prenotazioni determinano un tasso di riempimento che non supera il 10% delle camere disponibili nel 43% degli alberghi a luglio, 30% ad agosto, 55% a settembre e 79% a ottobre. Il 30% di riempimento, inoltre, non viene superato dal 79% degli hotel a luglio, dal 71% ad agosto, 84% a settembre e 92% a ottobre.

Eloquenti i dati sulle cancellazioni: per il mese di luglio quasi il 40% delle strutture sta registrando un crollo di oltre il 60%, perse due prenotazioni su tre. Per gli altri mesi i numeri sono leggermente migliori. Ma la situazione generale fotografa un quadro di estrema crisi.

E non mancano le doleances degli addetti ai lavori, che lamentano numerosi ostacoli. Tra gli altri: “Difficoltà di accesso alla Sardegna, scarsa e errata comunicazione da parte delle istituzioni nella fase 3 e promozione della destinazione latitante”.

FEDERALBERGHI – In queste ore, inoltre, è arrivato il durissimo attacco di Federalberghi Sardegna alla giunta Solinas. Secondo il presidente del sodalizio, Paolo Manca, la colpa del flop della stagione turistica sarebbe infatti da imputare alla Regione, rea di essere “assente” di fronte all’emergenza.

“Abbiamo mantenuto con i rappresentanti della Regione le interlocuzioni aperte per mesi, le azioni da intraprendere erano chiare come le nostre proposte avanzate sin da marzo: se non si scongiurerà il disastro completo non c’è alcun dubbio su dove ricercare le responsabilità di questo flop annunciato”, ha detto senza mezzi termini Manca puntando l’indice contro Villa Devoto.

“A oggi – ha spiegato Manca – oltre il 50% delle strutture ha aperto, assumendo decine di migliaia di lavoratori, ma non un euro è arrivato nelle casse degli alberghi, non c’è alcuna certezza dei contributi promessi per agevolare le assunzioni, il rischio sanitario è sempre alla porta e nessuna indicazione è arrivata. E soprattutto non è stata organizzata alcuna adeguata promozione per facilitare la ripartenza”.