Tuffo proibito dalla galleria maledetta del Moregallo. Si chiamava Jean Carlos Falconi Zambrano il ragazzo di 26 anni morto sabato sera dopo un tuffo proibito nel lago di Como a Mandello del Lario. Jean Carlos è l’ultima vittima della galleria “maledetta” del Moregallo, vecchio tratto di strada che, nonostante i divieti, è utilizzato da molti giovani per pericolosi tuffi nel lago, spesso ripresi con i telefonini.

Un tuffo da grande altezza circa 15 metri, un tuffo proibito, è costato la vita a Jean Carlos Falconi Zambrano, 26enne originario di Guayaquil, in Ecuador e residente a Milano. È lui l’ultima vittima della galleria “maledetta” del Moregallo, un tratto di strade ormai in disuso che si trovano nel ramo lecchese del lago di Como che viene spesso scelto da giovani e meno giovani come “trampolino” per arditi tuffi, nonostante i divieti e le cancellate installate per impedire queste pericolose azioni. Jean Carlos è morto nella serata di sabato: era in compagnia di alcuni amici, si è tuffato nel lago da un’arcata della galleria chiusa al traffico, all’altezza del comune di Mandello del Lario, e non è più riemerso. Gli amici hanno subito dato l’allarme chiamando i vigili del fuoco. Quando i sommozzatori hanno trovato il corpo del 26enne, a 20 metri di profondità, per lui non c’era ormai più niente da fare: sono stati gli amici a comunicare la notizia alla famiglia, arrivata a Mandello da Milano.

Tanti i messaggi di cordoglio che stanno apparendo in queste ore sui social network per una giovane vita volata via troppo presto. Non è la sola, purtroppo: sono quattro i ragazzi morti annegati nel lago di Como nel Lecchese nell’ultima settimana, tra cui il 23enne Patrizio Antonio Catena, deceduto sempre sabato, ma in mattinata, a Lierna, probabilmente mentre cercava di aiutare un amico in difficoltà. A fare rabbia nel caso di Jean Carlos è che si sia trattato di una tragedia che forse poteva essere evitata con un minimo di prudenza in più. Da anni infatti, come ha detto il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli al “Corriere della sera”, la zona del Moregallo è meta specialmente di giovani in cerca di una “scarica di adrenalina”. Tanti i ragazzi, provenienti anche da comuni lontani , che si buttano “senza conoscere i rischi e sottovalutando il grave pericolo, spesso mentre qualche amico è pronto a filmare il salto nel lago, magari per poi condividerlo”. Anche per chi è della zona, però, i tuffi dal Moregallo sono vietati: ma purtroppo niente sembra riuscire a fermare i giovani desiderosi di provare le emozioni di un tuffo proibito.