Disposto l’arresto per lo studente di 22 anni di Quinto di Treviso accusato di aver deliberatamente provocato l’incidente stradale di Povegliano in cui, venerdì scorso, è morta una donna di 62 anni, Giuseppina Lo Brutto. Secondo la fidanzata che era in auto con lui, il giovane avrebbe volontariamente provocato lo schianto.

Christian B., lo studente ventiduenne di Quinto di Treviso accusato di aver deliberatamente provocato venerdì scorso l’incidente stradale a Povegliano, nell’hinterland di Treviso, in cui ha perso la vita una donna, da oggi si trova in stato di arresto. Secondo l’accusa il ragazzo, nel corso di una lite con la fidanzata, mentre si trovavano entrambi a bordo di un’Alfa Romeo Mito da lui condotta, avrebbe volontariamente fatto sterzare l’auto contro una vettura che transitava in direzione opposta. Nello scontro è morta Giuseppina Lo Brutto, una donna di sessantadue anni che viaggiava in auto insieme al marito. A quanto è emerso, sarebbe stata la fidanzata del giovane a fornire agli investigatori gli elementi per accusare l’uomo. La ragazza di ventuno anni avrebbe riferito che il fidanzato si sarebbe scagliato volutamente contro la vettura che procedeva in senso opposto invadendo l’altra corsia. Un gesto per tentare di uccidersi e porre fine alla vita anche della ragazza che lo stava lasciando.

Il giovane accusato anche di stalking – La misura restrittiva è stata notificata al ventiduenne nella sua camera dell’ospedale Ca’ Foncello a Treviso, dove è stato portato per le ferite riportate dopo l’incidente stradale. Fra le imputazioni la magistratura contesterebbe al giovane anche quella di stalking, per una serie di comportamenti molesti tenuti verso la fidanzata dallo scorso gennaio.

La fidanzata ritenuta affidabile – Il procuratore di Treviso Michele Dalla Costa, sentito dall’Ansa, ha precisato che per ora vengono ipotizzati i reati di omicidio stradale e lesioni. Se le dichiarazioni rese dalla fidanzata trovassero elementi di supporto, tuttavia, la posizione del ventiduenne potrebbe appesantirsi con le ipotesi di omicidio volontario e tentato omicidio. La ragazza ieri si è recata in Questura per precisare la propria versione dei fatti. Sarebbe ritenuta “affidabile” dato che nel suo racconto non sarebbero emerse “incongruenze evidenti” rispetto alla prima versione fornita. I primi rilievi della polizia stradale non avrebbero peraltro evidenziato segni di frenata o altri indizi tipici di chi, alla guida di un mezzo fuori controllo, fa il possibile per evitare un incidente. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, data la delicatezza del caso, ha deciso di secretare il fascicolo.