L’assenza di attività neurologica ha messo fine alle speranze di familiari e amici del 20enne: domenica scorsa si era sentito male mentre giocava a calcio nell’oratorio del suo paese, Zero Branco. Adriano soffriva di problemi cardiaci ma evitava sforzi prolungati.

Purtroppo la notizia che tutti avevano sperato fino alla fine non è arrivata. I medici hanno dichiarato la morte cerebrale per Adriano Nika, il 20enne di Zero Branco che domenica scorsa, 2 febbraio, si è accasciato a terra dopo essere stato colpito da un grave infarto mentre giocava a calcio nell’oratorio del suo comune, nel Trevigiano. Il giovane resta attaccato ai macchinari del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Ca’ Foncello ma l’assenza di attività neurologica ha messo fine alle speranze di familiari e amici.

Il malore fatale mentre giocava con gli amici a calcio
Secondo quanto ricostruito, Adriano soffriva di problemi cardiaci ma evitava sforzi prolungati. Domenica pomeriggio era sceso in campo solo per qualche tiro in compagnia degli amici di sempre quando si è sentito male. Immediato l’intervento dei compagni che l’avevano improvvisamente visto accasciarsi al suolo. Dopo la prima manovra di rianimazione, il 20enne è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale trevigiano, dove era ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni erano apparse molto gravi fin da subito ma nessuno si aspettava un peggioramento così drastico e improvviso. Martedì sera ai medici del Ca’ Foncello non è rimasto altro da fare che dichiarare la morte cerebrale del giovane, nato da genitori albanesi ma cresciuto nella Marca dov’era conosciuto e amato da tantissime persone: in tanti si stringono attorno alla famiglia in queste ore di disperazione.