Treviso, allarme sushi contaminato: le persone colpite dall’infezione salgono a 17

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Con due nuovi casi di positività al contagiosissimo virus intestinale Norovirus, salgono a 17 i casi accertati di persone colpite dall’infezione nel territorio provinciale di Treviso nella seconda metà di agosto. Principali sospettate sono le alghe usate nella preparazione del sushi in quanto cibo comune consumato da tutte le persone intossicate e già oggetto di allerta a livello europeo.

Si allarga il focolaio di infezioni da norovirus nel Trevigiano. L’Unità Operativa di Microbiologia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso infatti nelle scorse ore ha isolato altre due positività al contagiosissimo virus intestinale responsabile di vere e proprie epidemie di gastroenterite. Si tratta di due persone che hanno consumato insalata di alghe in un ristorante sushi del Distretto di Treviso nei giorni scorsi e che si sono sentite male subito dopo, tanto da dover ricorrere alle cure mediche in ospedale. Salgono così a 17 i casi accertati di persone colpite dall’infezione da norovirus nel territorio provinciale di Treviso da Ferragosto in avanti. Per verificare la presenza di norovirus, gli ispettori dell’Ulss 2 hanno subito prelevato dal locale interessato campioni di alghe usate nella preparazione del sushi, le principali sospettate di veicolare il virus in quanto cibo comune consumato da tutte le persone intossicate.

I primi casi risalgono proprio la periodo dopo Ferragosto quando gli stessi laboratori dell’Unità di Microbiologia dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso avevano individuato due focolai di gastroenterite virale i due diversi gruppi. In un caso si era trattato di due persone appartenenti a un gruppo di sei soggetti che avevano consumato sushi a domicilio nel Distretto sanitario di Asolo e si erano sentite male. In un altro caso, il focolaio aveva interessato ben undici persone appartenenti a un gruppo di 14 che avevano consumato sushi nel Distretto di Pieve di Soligo accusando i soliti sintomi da “influenza intestinale” vale a dire nausea, vomito e diarrea (si tratta di distretti che racchiudono diverse città e non è stato divulgato il nome dei locali dove sono stati consumati i pasti).

Sushi e alghe contaminate da norovirus, si sospettano altri casi
In quest’ultimo caso, che riguarda un Comune dell’ex Ulss 7, il focolaio tossinfettivo si era esteso ad altre due persone, i genitori di uno dei ragazzi del gruppo che si era sentito male, contagiati attraverso il semplice contatto a differenza di tutti gli altri coinvolti, contagiati per consumo diretto delle alghe contaminate. Dalle analisi era emerso anche un collegamento tra i casi italiani e un focolaio di infezione da norovirus registrato in Spagna a inizio agosto, sempre attribuito all’insalata di alghe e già oggetto di segnalazione internazionale da parte delle autorità sanitarie. Ora il sospetto è che il focolaio possa espandersi ulteriormente. Per questo proseguono  i controlli sui ristoranti che propongo sushi in tutta la zona e anche nelle altre province della regione.

Norovirus, sintomi e conseguenze dell’infezione
Il norovirus, scoperto nel ’72, negli ultimi anni si è rivelato un problema emergente nel campo della sicurezza alimentare. È un virus altamente infettivo trasmesso prevalentemente per via alimentare, in particolare con il consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie. Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore con sintomi tipici delle gastroenteriti come nausea, vomito, diarrea e crampi addominali. Fortunatamente la malattia nel stragrande maggioranza dei casi non ha conseguenze serie e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni.

 

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