‘Tredici 2’, quella violenza sessuale è eccessiva: il Parental Council chiede a Netflix di ritirarlo

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L’ente di controllo Usa dei contenuti tv attacca una delle serie più amate dagli adolescenti. Uscita in 190 paesi il 18 maggio, le tematiche e i modi in cui vengono trattate hanno già fatto discutere gli attivisti degli Stati Uniti

Avere un forte ascendente sui giovani è, al tempo stesso, un’occasione e una responsabilità. E Tredici – la serie tv targata Netflix che affronta i temi del bullismo, della violenza sessuale tra teenager – si muove proprio su questo difficile crinale, secondo alcuni superandolo. Il “Parents television council“, l’associazione statunitense che ‘controlla’ la tv, ha infatti chiesto di cancellare gli episodi della seconda stagione perché alcune immagini contenute nell’ultima puntata sono “dannose” e “non necessarie”.

Un colpo duro per una stagione che si era aperta, ancor prima dei titoli di testa, con un annuncio fatto dai protagonisti.  “Se stai combattendo anche tu con problemi di droga, abusi sessuali o bullismo, la serie può non essere adatta a te, o magari guardala con un adulto di cui ti fidi”.

Un modo per gli autori di sottolineare la consapevolezza sull’influenza che può avere la serie. Ma probabilmente non avevano pensato che qualcuno potesse chiederne addirittura la cancellazione.

L’appello arriva dopo aver visto la scena, nell’ultimo episodio, di un abuso sessuale (non il primo, visto che su questo tema verte gran parte della prima stagione) con vittima stavolta un ragazzo. Immagini, secondo l’associazione, “dannose” e “non necessarie”.

“La serie è una bomba a orologeria per adolescenti e bambini. Il contenuto e gli elementi tematici della seconda stagione sono persino peggiori di quanto ci aspettassimo – ha detto il presidente del Parents television council, Tim Winter – ci sarebbe piaciuto avere 13 motivi di speranza e di redenzione dopo il suicidio di Hanna Baker, la protagonista, ma, invece che proporre un percorso in avanti, la stagione suscita solo ancora più sconforto”.

Ma non tutto dipende dalle immagini di quello stupro. La ribellione dell’associazione è partita anche in seguito a un’altra scena: la pianificazione di una strage a scuola da parte di uno dei protagonisti. Un tema caldo negli Stati Uniti, dove, proprio nel giorno in cui lo show doveva essere presentato in anteprima a Los Angeles, l’ennesima sparatoria ha causato 10 morti in un morti in un liceo del Texas.

“Se guardi la serie quando sei triste o depresso, non smetterai di seguirla per sentirti meglio. E, se invece non lo sei, la serie ti farà sentire senza speranza e depresso. Per i bambini e i ragazzi già a rischio, lo spettacolo può spingerli a gesti pericolosi e estremi nella vita reale”, ha dichiarato una delle direttrici dell’associazione, Melissa Henson.

Dubbi sulla serie che erano già stati sollevati alla fine della prima stagione, lo scorso anno. Al termine della serie, Google aveva registrato un picco di ricerche su ‘come suicidarsi’. Un aumento del 26% rispetto alle stesse parole cercate nei mesi precedenti l’uscita di “Tredici”.

Un fenomeno che, sommato all’aumento di suicidi tra bambini e adolescenti, aveva messo in allarme anche i produttori della serie, che appunto hanno deciso di inserire un videomessaggio di avvertimento nel primo episodio della nuova stagione e di lanciare un sito di supporto per chi soffre di determinati problemi o per chi è vittima di abusi o bullismo (www.13reasonwhy.info).

“Il fatto che Netflix faccia riferimento al proprio sito Web per coloro che dopo aver visto gli episodi hanno bisogno di ascolto, dimostra che la serie mette a rischio i ‘più deboli'”, continua Winter. Tra le incongruenze, sottolinea l’associazione, l’inefficienza dimostrata nella serie dalle istituzioni di supporto.

La seconda stagione verte, infatti, sul processo Baker conro Liberty High, che vede i genitori di Hanna, suicida a causa di episodi di bullismo, scontrarsi in tribunale contro la scuola, accusata di appoggiare questi comportamenti sbagliati.

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Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.