Stilista trovata impiccata a Milano, chiesti 30 anni per l’ex fidanzato

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Stilista trovata impiccata a Milano, chiesti 30 anni per l’ex fidanzato

Stilista trovata impiccata a Milano, chiesti 30 anni per l’ex fidanzato. Il pubblico ministero ha chiesto trent’anni per Marco Venturi, l’uomo accusato dell’omicidio di Carlotta Benusiglio, la stilista trovata impiccata a Milano.

Nell’udienza con rito abbreviato che si è svolta venerdì 19 novembre, il pubblico ministero ha chiesto trent’anni di carcere per Marco Venturi, il 45enne accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Carlotta Benusiglio. La stilista è stata trovata impiccata con una sciarpa a un albero la notte del 31 maggio del 2016 nei giardini di piazza Napoli a Milano. Il giudice dell’udienza preliminare, Raffaella Mascarino, ha deciso di rinviare l’udienza al prossimo 24 gennaio. L’uomo è accusato, oltre che di omicidio, anche di maltrattamenti e stalking.

La sorella della stilista: richiesta giusta, mio obiettivo è dare dignità a Carlotta
Oggi era presente anche la sorella di Carlotta: la donna ha spiegato che la richiesta a trent’anni di carcere per Venturi è “una pena giusta”. Per la sorella, l’obiettivo è quello di dare “dignità a mia sorella. Ricordo la sua intraprendenza”, ha raccontato. Quella di oggi è stata una giornata difficile, ma per la donna oggi “è come se fosse qui con me”.

Venturi è a processo con rito abbreviato
Il processo arriva dopo cinque anni dal ritrovamento del corpo della 37enne. In questi ultimi anni sono state vagliate sia l’ipotesi di suicidio che quella di omicidio. Venturi ha scelto il rito abbreviato che, in caso di condanna, potrebbe portare a una riduzione della pena di un terzo. Questo perché i fatti sono accaduti prima del 2019 quando la legge ha stabilito che il giudizio abbreviato non è più ammesso per i reati punibili con l’ergastolo, come l’omicidio aggravato. Nel 2017 il pm aveva chiesto l’archiviazione per suicidio, ma fin da subito i famigliari della donna avevano affermato che chiunque avesse conosciuto Carlotta avrebbe saputo che non avrebbe mai commesso un gesto estremo. A riprendere in mano le indagini è stato il pm Gianfranco Gallo. Nel 2020 il tribunale aveva respinto la richiesta di carcerazione sostenendo che gli elementi lasciavano pensare a “un suicidio”.

Le accuse di maltrattamento
Il pubblico ministero aveva impugnato la decisione davanti la Corte di Cassazione, che però aveva confermato quanto stabilito dal Tribunale e cioè che Venturi non dovesse essere incarcerato. Negli anni la richiesta è stata respinta tre volte. Il fascicolo è poi passato alla pm Francesca Crupi che ha richiesto il rinvio a giudizio del 45enne per omicidio e maltrattamenti. Per la pm, Venturi avrebbe ucciso la donna “per futili motivi” e soprattutto con “dolo d’impeto”. Secondo gli inquirenti le avrebbe “stretto al collo una sciarpa oppure il proprio braccio”. Per l’accusa l’uomo sarebbe inoltre responsabile di atti persecutori nei confronti della donna. Questi sarebbero iniziati nel 2014. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe molestato con telefonate e messaggi la stilista: “Si recava ripetutamente sotto l’abitazione della stessa – si legge nelle carte – appostandosi per incontrarla e spiarne gli spostamenti, anche di notte; l’aggrediva sia verbalmente che fisicamente e la minacciava”. Nel 2015 le avrebbe anche provocato un trauma cranico mentre nel 2016 avrebbe minacciato un amico della donna affermando di “mandargli un amico sotto casa” per “spaccargli le ossa”. In un’intervista la sorella di Carlotta aveva raccontato che la 37enne aveva denunciato tre volte per violenza l’uomo: “Era finita più volte in ospedale. Aveva paura, l’avevamo anche noi famigliari”.

 

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