Stefano, morto nel pozzo. Fu premiato per il fair play. Stefano Borghes, 12 anni, lo scorso anno era stato premiato con un riconoscimento per il fair play dello sport. Il bimbo lo scorso dicembre durante una partita aveva rinunciato a segnare un gol per assistere il portiere avversario che si era infortunato. Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo.

La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo di inchiesta a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in merito alla morte di Stefano Borghes, il bambino di 12 anni che ieri mattina è precipitato in un pozzo di trenta metri mentre partecipava a un campo estivo con un gruppo di suoi coetanei. A renderlo noto all’ANSA la sostituta procuratrice di Gorizia Laura Collini. L’inchiesta è stata affidata al magistrato Ilaria Iozzi, che sta sentendo tutte le persone coinvolte, sia del centro estivo sia della Fondazione che gestisce la struttura e si occupa della manutenzione. “L’attività richiederà tempo e anche strumenti adeguati, essendo coinvolti bambini che dovranno essere sentiti con modalità protette e adatte alla loro delicata situazione, che va oltremodo tutelata – ha ricordato Collini – l’area del pozzo resta sotto sequestro”.

Sulla base delle prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri intorno alle 10 di ieri il gruppo di Stefano si trovava nei pressi di un pozzo situato nel cuore del Parco Coronini Cronberg, una costruzione artificiale in muratura circolare alta una settantina di centimetri e dal diametro di un metro e venti. La tragedia si sarebbe consumata in un istante. Il 12enne sarebbe infatti salito sul pozzo mentre partecipava a una gara di orienteering. La struttura era coperta da un tappo di metallo ancorato al pozzo grazie ad alcune staffe. La copertura, sempre secondo i soccorritori, era alloggiata all’interno, a circa 70 centimetri dall’apertura del pozzo. Una botola, quindi, che si è trasformata in una trappola mortale. I soccorsi sono arrivati subito, rivelandosi tuttavia inutili.

Chi era Stefano Borghes

Stefano Borghes, 12 anni, lo scorso anno era stato premiato con un riconoscimento per il fair play dello sport. A renderlo noto è oggi il quotidiano Il Piccolo, che spiega come il bimbo lo scorso dicembre durante una partita aveva rinunciato a segnare un gol per assistere il portiere avversario che si era fatto male. A essere premiato insieme a lui, nell’ambito della manifestazione “Le eccellenze dello sport”, organizzata da Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, Stelle al merito dello Sport del Coni e Panathlon International Club, era stato anche un suo compagno di squadra. Stefano ricopriva il ruolo di attaccante nella squadra Esordienti di un team goriziano, l’U.S. Azzurra: nel corso la partita contro l’Aris San Polo – squadra di Monfalcone – avevano rinunciato a segnare un gol, per soccorrere il portiere che era rimasto a terra per un infortunio.