Sparò e uccise rapinatori, gioielliere di Grinzane Cavour accusato di omicidio: “Non fu legittima difesa”

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Sparò e uccise rapinatori, gioielliere di Grinzane Cavour accusato di omicidio.

Sparò e uccise rapinatori, gioielliere di Grinzane Cavour accusato di omicidio. È accusato di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo e non più di eccesso colposo di legittima difesa, Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che lo scorso aprile reagì a una rapina uccidendo due banditi e ferendone un terzo.

Dovrà rispondere delle accuse di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo, e non più di eccesso colposo di legittima difesa, Mario Roggero, il gioielliere di 66 anni di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che lo scorso 28 aprile reagì a una rapina uccidendo due banditi e ferendone un terzo. Per la Procura di Asti, che ha coordinato le indagini, il gioielliere sparò ai banditi “disarmati, scaricando l’intero caricatore – si legge nella chiusura delle indagini – per cagionarne la morte, eccedendo in tal modo volontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale”.

Per il pm Davide Greco, che ha chiuso le indagini condotte dai carabinieri di Alba, il commerciante “inseguì all’esterno dell’esercizio i tre rapinatori che, già usciti dalla gioielleria con la refurtiva, stavano dandosi alla fuga e da distanza ravvicinata sparò contro gli stessi, disarmati”. Secondo il pm “non c’era alcun pericolo per la sua e l’altrui incolumità ma solo il pericolo di subire un danno patrimoniale”. Nella nota della procura è sottolineato anche che “è emerso altresì che il gioielliere è privo di porto d’armi e quindi il fatto di aver portato l’arma, legittimamente detenuta nella gioielleria, all’esterno della stessa, comporta anche l’accusa di porto abusivo d’armi”. Per Giuseppe Modica, invece, padre del rapinatore sopravvissuto, accusato di rapina pluriaggravata, reato per cui è reo confesso ed è in custodia cautelare in carcere, è stata chiesta l’archiviazione dell’accusa di favoreggiamento personale: non è stata raggiunta la prova che abbia favorito la fuga del figlio dopo il colpo.

L’assalto alla gioielleria Roggero avvenne il 28 aprile in via Garibaldi, in frazione Gallo. I rapinatori vennero uccisi in strada a colpi di pistola dal proprietario del negozio: uno dei corpi era rimasto in mezzo alla via, l’altro all’angolo con una strada laterale. Un terzo era riuscito a cavarsela. Nella rapina la moglie di Roggero era stata colpita al volto con un pugno e la figlia immobilizzata con fascette di plastica. “C’è stata una colluttazione. Mi sono trovato faccia a faccia con uomini armati e ho dovuto scegliere fra la mia vita e la loro” ha spiegato poi agli inquirenti il commerciante, aggiungendo: “Mi spiace molto per quello che è successo, perché non avrei mai immaginato dopo 45 anni di lavoro di trovarmi in questa situazione. Mi sono ritrovato in una condizione estrema e posso solo dire che sono situazioni che non dovrebbero succedere”.

 

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