Sorelline rapite a Tenerife, nessuna traccia di Anna e del papà: “Dobbiamo chiudere il cerchio”

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Sorelline rapite a Tenerife, nessuna traccia di Anna e del papà.

Sorelline rapite a Tenerife, nessuna traccia di Anna e del papà. Continuano le ricerche a Tenerife di Anna e del papà Tomás Gimeno, che avrebbe ucciso lei e la sorellina Olivia, il cui cadavere è stato ritrovato in un sacco giorni fa in mare, e poi si sarebbe suicidato. Joaquín Amills, rappresentante legale della mamma delle bimbe: “Dobbiamo trovarlo per chiudere il cerchio e mettere la parola fine a questa vicenda”.

“Dobbiamo trovare Tomás per chiudere il cerchio e mettere la parola fine a questa vicenda”. Joaquín Amills, rappresentate legale di Beatriz Zimmerman, la mamma di Anna e Olivia Gimeno, le due sorelline rapite dal papà e suo ex compagno a Tenerife, non ha dubbi: bisogna scoprire dove si trova l’uomo, capire se sia vivo o morto, per poter venire a capo di questa storia, che sta lasciando sotto choc tutta la Spagna, altrimenti per la sua assistita sarà un “tormento”, come ha detto nel corso del programma Espejo Público. Al momento, è stato rinvenuto in un sacco in fondo al mare il corpo senza vita della più grande delle bambine, Olivia, sei anni, morta, secondo i primi risultati dell’autopsia, per un edema polmonare acuto. Ma di Anna, 1 anno, e del papà ancora nessuna traccia, mentre continuano senza sosta le ricerche dei due da parte della nave Ángeles Alvariño, che sta passando al setaccio i fondali dove è stata trovata Olivia e che domani si sposterà anche più lontano. “È stata un miracolo questa scoperta – ha aggiunto Amills – ma ora abbiamo bisogno di avere anche l’altra”.

Le due sorelline sono scomparse il 27 aprile scorso. Da allora nessuno ha più saputo dove fossero fino all’11 giugno scorso quando è stato trovato in mare il corpo senza vita della maggiore delle due, Olivia. Quello che diventa sempre più chiaro secondo la stampa iberica è che le sorelline sarebbero già arrivate morte al molo di Puerto Marina, con i loro corpi già conservati nelle borse che il papà avrebbe poi gettato in mare legandole all’ancora della loro barca. In una borsa è stato ritrovato il cadavere di Olivia, mentre l’altra era vuota. Si pensa infatti che il corpo dell’altra bambina sia riuscito a uscire dal sacco a causa della corrente marina, il che ne rende molto difficile la localizzazione. A spingere Tomás Gimeno a compiere il delitto pare sia stata la separazione dalla madre delle due bimbe, Beatriz, che nei giorni scorsi in una dichiarazione pubblica aveva detto: “Quello che più mi fa male come madre è non essere riuscita a salvarle. Tomás ha escogitato tutto perché io soffrissi. Questo è stato il motivo per cui mi ha lasciato in vita”. Intanto, emergono nuovi dettagli sulla vicenda.

Tomás avrebbe scritto una lettera di addio alla sua attuale fidanzata, dopo aver inviato un messaggio di addio al padre dicendo di essere dispiaciuto per quello che stava succedendo: la donna, come riporta la stampa iberica, avrebbe ricevuto un pacco con del denaro e una lettera di addio dall’uomo, che le chiedeva di aprirlo a mezzanotte. Inoltre, grazie all’analisi sul telefono del padre delle bimbe sparite, si sa che il dispositivo è stato utilizzato l’ultima volta proprio in mare. Pertanto, secondo la pista principale seguita al momento Tomás Gimeno si sarebbe suicidato in alto mare dopo essersi liberato dei corpi senza vita delle sue figlie Olivia e Anna. Avrebbe usato una cintura di piombo per tuffarsi. Ma si tratta al momento solo di ipotesi.

Sorelline rapite a Tenerife, nessuna traccia di Anna e del papà.

 

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