Serina, prete molesta bambina e viene condannato, ma ora lei deve difendersi dalle accuse del paese

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Valentina Cavagna, 23enne di Serina, in provincia di Bergamo, che ha denunciato il parroco del paese per aver abusato di lei per cinque anni quando era solo una bambina racconta la presa di posizione dei cittadini del suo comune: alcuni infatti si sarebbero schierati in favore del prete condannato a sei anni di carcere.

È una di quelle storie che non si dovrebbero mai leggere, una di quelle che ledono insieme libertà, giustizia e dignità. È una storia che inizia anni fa, nel 2013, quando Valentina Cavagna decide di denunciare le molestie subite da un prete quando era minorenne. Lo aveva promesso a se stessa che di quegli abusi prima o poi ne avrebbe parlato a qualcuno. E così accade, una denuncia che dà il via a una lunga serie di indagini, poi di processi, che si concludono con la condanna di don Marco Ghilardi, che in Cassazione si è visto inflitta una pena di sei anni. Siamo a Serina, piccolo comune del Bergamasco, che conta poco più di 2mila abitanti e dove non è un azzardo dire che sì, di vista, si conoscono un po’ tutti.

Le molestie del parroco nei confronti di Valentina iniziano quando lei è piccola, molto piccola, quando di anni ne ha 6, forse 7, e inizia le scuole elementari, e continuano per almeno cinque anni. Cinque lunghi anni nei quali Valentina incontra spesso il parroco che oltre ad essere il maestro di religione è anche un amico di famiglia. Un amico, sì, di genitori ignari. Le molestie si verificano al centro estivo, in parrocchia, al catechismo. A Repubblica che ha raccolto il suo lungo racconto la giovane vittima spiega: “Ero una bambina, lui era amico dei miei, un maestro e io facevo la chierichetta… Avevo paura di non essere creduta o di fare un casino, anche se le mie amiche mi dicevano di denunciarlo. Per tanto tempo ho ripetuto a me stessa: Quando sarò maggiorenne lo farò. Non mi pento di ciò che ho fatto, anzi: tornassi indietro, lo denuncerei prima”.

E così fa Valentina, lo denuncia non appena compie 18 anni, e don Marco, oggi 44enne, viene condannato. Eppure a 23 anni e con un passato ingombrante Valentina oggi che tutto sembra aver trovato il suo posto, si trova a dover affrontare le conseguenze di un atto di coraggio che a quanto pare non comprendono solo dover ricominciare a vivere serenamente e provare a dimenticare. Quelle conseguenze infatti comprendono anche il giudizio di una parte, piccola si spera, della comunità di Serina, che quell’atto di coraggio lo condanna, che condanna Valentina per aver portato in carcere don Marco, che parla di sentenza ingiusta (dopo tre gradi di giudizio) che fa una raccolta firme per per esprimere al prete vicinanza e profondo dispiacere. Il paese la condanna ma Valentina nonostante il dolore decide di comprendere e non condannare, e scrive così a Papa Francesco, gli scrive una lunga lettera nella quale racconta quanto accaduto cercando quella comprensione che lei ha dato ma non ha ricevuto: “Ho aspettato molti anni per denunciare, perché avevo paura di non essere creduta”, si legge nella missiva. Eppure nonostante la giustizia, nonostante il dolore c’è ancora chi non crede e condanna pensando di non far male più di quanto ne sia stato già fatto.

 

 

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