“Ha depistato le indagini, coperto le tracce, si è disfatta del cadavere del figlio: Veronica Panarello era lucida”. Così la sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a Veronica Panarello, la mamma 31enne in carcere dal 2014 per l’omicidio del figlioletto Lorys. Depositata la sentenza con cui è stato respinto il ricorso lo scorso 21 novembre.

“Ha depistato le indagini, coperto le tracce, si è disfatta del cadavere del figlio: Veronica Panarello era lucida”. Così la sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a Veronica Panarello, la mamma 31enne in carcere dal 2014 per l’omicidio del figlioletto Lorys. I giudici del Palazzaccio hanno depositato la sentenza con cui lo scorso 21 novembre hanno giudicato inammissibile il ricorso di Veronica Panarello e del suo difensore, l’avvocato Francesco Villardita. Era l’ultima chances di Veronica di attenuare la condanna a 30 anni di carcere.

“La condotta posta in essere dall’imputata subito dopo l’omicidio del figlio – si legge nella sentenza – risulta lucidamente finalizzata al depistaggio delle indagini che sarebbero inevitabilmente seguite una volta scoperta la morte del bambino, con la immediata – si legge ancora nella sentenza – risoluzione di disfarsi del cadavere del figlio buttandolo in un canale in una contrada periferica, con la simulazione di una violenza sessuale ai danni del piccolo, con il disfacimento degli oggetti adoperati per commettere il delitto o comunque a esso riconducibili”.

Veronica Panarello, secondo la Cassazione, “non versava in stato confusionale, come la stessa ha cercato di far credere”, ma “al contrario era perfettamente cosciente e orientata nell’attività di eliminazione delle tracce del commesso reato e di depistaggio delle indagini”. Panarello è ora rinchiusa nel carcere Le Vallette di Torino, dove lavora e riceve notizie dell’altro figlioletto, il fratellino minore di Lorys. Il delitto è avvenuto a Santa Croce Camerina, il 29 novembre 2014. Lorys è morto strangolato.