Segregò. Nel 1996 la targa di un furgone notato nel luogo del rapimento della 14enne Laetitia Delhez, in Belgio, condusse all’arresto di Marc Dutroux, da allora noto come il ‘mostro di Marcinelle’. Nell’arco di circa 10 anni, dal ’85 al ’96, rapì, violentò e seviziò otto bambine. Due delle 8 vittime, Melissa Russo e Julie Lejeune, 8 anni ciascuna, morirono di fame e sete nella cantina dove le aveva segregate durante uno sei suoi arresti.

Era giovedì 28 maggio 1996, la piccola Sabine Dardenne, 12 anni, capelli dorati e uno zainetto in spalla, era uscita in sella alla sua bici per fare un giro. Spensierata come tutti i ragazzi di quell’età non notò il  furgoncino Renault Trafic bianco che le si affiancava, non capì che era lì per lei, che l’uomo alla guida la stava puntando. Fu un questione di attimi, Michele Lelièvre, 25 anni, la trascinò sul furgone e spinse sull’acceleratore a tutta velocità. La piccola era sotto choc quando il furgone si fermò in località Marcinelle, a Charleroi, nel sud del Belgio, poco lontano dal luogo del sequestro. Un uomo diverso da quello che l’aveva presa, con dei grossi baffi, sulla quarantina, Marc Dutroux, la spinse in una cantina sudicia e la legò per la caviglia. Più tardi le avrebbe spiegato che era stata rapita, ma lui era lì per aiutarla. I suoi genitori non avrebbero pagato il riscatto così avrebbe dovuto  pensarci lei a racimolare i soldi con alcuni favori. Poi la violentò. Fu l’inizio della prigionia.

Sabine Dardenne
Sabine passava i suoi giorni e le sue notti nello scantinato, lui scendeva per darle da mangiare e per abusare di lei. Era disperata, chiedeva dei genitori, voleva parlare con loro, così lui le diede un pezzo di carta e una penna e le disse che se avesse scritto una lettera l’avrebbe recapitata lui. Sabine scrisse che pensava non si sarebbero rivisti mai più. Soffriva sempre di più la solitudine, così lui le portò i fumetti con Le avventure di Tintin e una console per i videogiochi. I giorni scorrevano uguali, lei era sempre più stanca e triste, chiese di vedere un’amica. Detroux decise che l’avrebbe accontentata, qualche giorno dopo si presentò con una sconosciuta, una ragazzina di 14 anni con la faccia terrorizzata: si chiamava Laetitia Delhez.

Il rapimento di Laetitia Delhez
Quella sera, il 9 agosto 1996, il solito furgone bianco aveva caricato una ragazzina che tornava dalla piscina del suo paese, Bertrix, nel sud del Belgio. Stavolta, però, qualcuno aveva visto la scena: un ragazzo annotò la targa del Renault Trafic bianco. Così, quando la polizia avviò le indagini sulla ragazza scomparsa, partì da una traccia concreta: l’intestatario del camioncino, Marc Dutroux. Classe 1945, figlio di due insegnanti, elettricista, padre a sua volta, Dutroux aveva precedenti per reati sessuali: nel ’85 aveva rapito e violentato cinque minorenni. Condannato nel ’89, era tornato libero già nel ’92 dopo aver scontato metà della pena.

L’arresto del Mostro di Marcinelle
Quattro giorni dopo la minuscola cittadina di Sars-la-Buissière venne sconvolta da un evento mai visto prima. Un elicottero della gendarmeria belga atterrò davanti a un casolare in una strada residenziale. Nello stesso istante arrivarono le volanti, agenti in divisa, armati, sfondarono la porta d’ingresso della casa. Qualcuno presse un bambino e lo portò fuori, mentre un uomo e una donna venivano condotti via in stato di arresto. Lui era Marc Dutroux, leim Michelle Martin, la sua moglie e madre del ragazzino che i vicini stavano additato come il figlio del mostro. Dutroux era accusato di rapimento e abusi sessuali; Michelle, invece, di essere la sua complice. In manette finì anche Michele Lelièvre l’uomo alla guida del furgone. Due giorni dopo i tre confessarono facendo ritrovare le piccole Sabine e Laetitia, rinchiuse nella cantina di Charleroi. Le piccole erano talmente plagiate che per uscire dallo scantinato attesero che fosse lo stesso Dutroux a dare loro il permesso.

Il ritrovamento di Melissa Russo e Julie Lejeune
Le indagini, che portarono all’attenzione della stampa nazionale il caso delle due bimbe, diedero il via a una serie di ricerche nelle proprietà di Dutroux. Nel giardino di Sars-la-Buissiere, dove era avvenuta la cattura, durante gli scavi, il 17 agosto furono recuperati due corpicini in condizioni pietose. Gli esami scientifici diranno che si trattava di Julie Lejeune e Melissa Russo, figlia, quest’ultima, di sciliani immigrati in Belgio, 8 anni a testa, rapite 14 mesi prima. Entrambe le morte di inedia, ovvero di fame e sete, abbandonate nella cantina quando il loro aguzzino era stato arrestato per furto.

I corpi di An Marchal e Eefje Lambrecks
A confermarlo agli inquirenti fu Michelle, proprio lei che, rimasta da sola a fare la carceriera mentre il marito era in carcere, si era rifiutata di dar loro da mangiare, lasciandole morire nel seminterrato, dove Dutroux le avrebbe trovate ormai agonizzanti al suo ritorno. Nello stesso giardino fu trovato un quinto corpo, quello di Bernard Weinstein, francese, complice di Dutroux nel rapimento delle due bambine. A Jumet, in una delle sei proprietà immobiliari usate da Dutroux per i sequestri, il 3 settembre la polizia trovò anche i corpi di An Marchal, 17 anni, e di Eefje Lambrecks, 19 anni, rapite a Ostenda.

Una rete di rete di pedofilia internazionale
L’indagine ufficiale, intanto ipotizzò che l’orco Dutroux fosse implicato in una rete di pedofilia internazionale. I giornali parlarono di importanti appoggi politici, di agenti corrotti, ma l’unica certezza, confermata dalle uniche due superstiti di quell’orrore, era che nello scantinato di Marcinelle il solo a stuprare le ragazze era stato Dutroux. L’impatto del caso sull’opinione pubblica belga fu devastate, tanto che il 20 ottobre, a Bruxelles, 350mila persone si riunirono in una “marcia bianca” per chiedere giustizia. Intanto, un rapporto della Commissione d’inchiesta del Parlamento escludeva che Dutroux avesse goduto di protezioni da parte degli investigatori o della politica.

Il processo
Quando la situazione era più calda che mai, il 23 aprile del ’98, Marc Dutroux fuggì mentre lo stavano scortando al Palazzo di Giustizia di Neufchateau per rivedere il suo dossier giudiziario. E mentre il Governo mette in campo uno schieramento di forze di polizia da far impallidire qualunque fuggitivo, il detenuto viene catturato da una Guardia Forestale. Il 1º marzo 2004 iniziò il processo per il rapimento, lo stupro di sei ragazze tra 1995 al 1996 e l’uccisione di due delle vittime. Viene condannato rapidamente all’ergastolo. Trent’anni, toccarono alla moglie Michelle Martin, quanto al complice Michele Lelièvre, venne condannato a 25 anni di carcere.

Marc Dutroux oggi
Nel 2012 Michelle Martin è uscita dal carcere, oggi è una donna libera. Nel 2019, invece, Dutroux ha chiesto di essere sottoposto a una valutazione psichiatrica in vista di una possibile scarcerazione, dopo 23 anni di carcere. I genitori delle piccole Julie Lejeune e Melissa Russo, non hanno mai potuto vedere i corpi delle loro figliolette, arrivate a pesare 16 chili. Dopo sette è stato concesso loro di avere solo alcune ciocche dei loro capelli biondi.