A Castellabate (Salerno) un’auto con permesso della Guardia Costiera occupa due parcheggi per disabili senza esporre l’apposito tagliando. Christian, un ragazzo con disabilità in carrozzina, notando l’abuso decide di provare a contattare l’ufficio competente: la telefonata che segue è surreale…

Le immagini del video parlano chiaro: un’auto della Guardia Costiera o forse privata, ma con autorizzazione rilasciata dalla suddetta, si trova parcheggiata su ben due spazi per persone con disabilità, il tutto senza avere l’apposito tagliando europeo di colore blu esposto sul cruscotto. A inviarci la segnalazione è Christian Durso, cittadino di Anacapri (in provincia di Napoli) che alle ore sedici di Lunedì 10 giugno si è trovato sul porto di San Marco di Castellabate (Salerno).

È proprio qui che Christian, di ventisette anni, in carrozzina per la SMA (Atrofia Muscolare Spinale), è rimasto spiazzato davanti a quel gesto tanto incivile quanto offensivo, soprattutto se  consideriamo che ad effettuarlo potrebbe essere stato chi l’ordine pubblico avrebbe dovuto mantenerlo, dando il buon esempio anziché trasgredire le regole di educazione civica e stradale.

“Mi trovavo lì per caso, vengo spesso al mare nel Cilento d’estate. Per chiedere chiarimenti e approfondire, dopo aver notato quel tagliando particolare sulla vettura, ho cercato di contattare l’ufficio competente e chiedere l’intervento di vari organi, purtroppo invano.”

La prima telefonata, infatti, è stata effettuata alla Polizia Municipale di Castellabate che non ha risposto (dopo una decina di squilli è partito un nastro automatico per avvertire che “gli operatori non erano al momento disponibili”). Successivamente, allora, Christian decide di chiamare i Carabinieri di Salerno invano dato che questi trasferiscono immediatamente la chiamata ai colleghi di zona ma, dopo una ventina di squilli, la linea cade.

Il ragazzo decide dunque di fare un ultimo tentativo, stavolta direttamente con la Guardia Costiera. Quella che segue è la trascrizione di una conversazione a dir poco surreale:

G.C.: “Guardia Costiera Agropoli buongiorno.”

C: “Rispondete da Agropoli non da Castellabate?”

G.C.: “No, l’ufficio sarà sicuramente chiuso lì a quest’ora.”

C.: “Ah, quindi non c’è nessuno che si può contattare lì, della…”

G.C.: “No, perché? Per cosa?”

C.: “C’è una macchina che occupa due posti per disabili, espone un tagliando dell’ufficio marittimo della Guardia Costiera.”

G.C.: “Ah, dello…”

C.: “Sì, sembra…”

G.C.: “Eh, se dovete fare questa segnalazione purtroppo noi non possiamo fare niente, dovete chiamare domani all’ufficio.”

C.: “Cioè, come funziona, eventualmente fosse un vostro collega che fa un abuso, posteggia nei posti per disabili, e non fate niente?”

G.C.: “Eh… Solo che non possiamo contattare l’ufficio dato che è chiuso… per… voi… Allora: noi abbiamo il trasferimento chiamata qui ad Agropoli per i soccorsi… Quindi di queste cose qui non ce ne occupiamo attualmente, ma solo per cose molto più gravi, diciamo… Perché loro hanno un ufficio che a mezzogiorno chiude.”

C.: “Eh, vabeh, non è che anche questa sia una cosa tanto carina…”

G.C.: “Sì, lo so, eh ho capito la situazione… Infatti ne terremo conto… Se… Se qualcosa, domani comunicheremo la situazione. Ora me la segno anche questa cosa.”

C.: “Eh, vabeh, però logicamente se nessuno viene eventualmente a verificare di persona sul posto, qui…”

G.C.: “Mh…”

C.: “Vabeh, comunque la ringrazio.”

G.C.: “Va bene, va bene… Buona giornata.”

C.: “Buona giornata.”

La conversazione si è conclusa con un ragazzo con disabilità deluso dalla mancata presa di coscienza di un grave abuso da parte delle istituzioni: a prescindere dal fatto che quell’auto appartenesse ad un dipendente della Guardia Costiera o che si trattasse di un normalissimo cittadino con a bordo un permesso rilasciato dalla Guardia Costiera, il conducente della vettura era comunque sprovvisto di apposito tagliando disabili (e, oltretutto, stava occupando due parcheggi in un colpo solo). Sostenere che ci siano cose “molto più gravi”, con tutto rispetto per chi è vittima di incidenti, è una risposta che di certo non si addice ad un ufficio pubblico, tanto più ad un Istituzione di questa importanza. Insomma, se la presa di coscienza sta tutta in un post-it attaccato ad un PC (se non direttamente gettato nel cestino), siamo proprio in alto mare…