Salvini shock: “Censimento sui rom, quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Scontro nel governo, Di Maio: “Incostituzionale”

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Il titolare del Viminale aveva precisato: “Nessuna schedatura”. Il Pd: “Agghiacciante, evoca la pulizia etnica”. Le associazioni dei rom: “Non è consentito dalla legge”. Saviano: “Abominio, è ministro della crudeltà”

“Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Roberto Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader della Lega, parlando a TeleLombardia. Salvini ha parlato di “una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono”, ossia “rifacendo quello che fu definito il censimento”. “Facciamo un’anagrafe, nessuna schedatura”, ha poi precisato il titolare del Viminale. Ma la retromarcia non ha impedito il divampare delle polemiche e uno scontro nel governo fra i due vicepremier. Luigi Di Maio è infatti intervenuto per stoppare il leader leghista. “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di schedatura e censimento degli immigrati – ha detto il ministro del Lavoro – perchè se una cosa è incostituzionale non si può fare”.

Per il leader del Carroccio gli stranieri irregolari andranno “espulsi” con accordi fra Stati, ma “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”. Il ministro dell’Interno ha poi voluto precisare il suo pensiero. “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno – ha precisato – nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei”. Nessuna retromarcia però sulla frase shock “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”.

L’iniziativa di Salvini – inevitabilmente – ha fatto discutere. A sinistra attaccano evocando la “pulizia etnica”. Nel centro-destra approvano seppur con vari distinguo. “Bene il censimento – dichiara Giorgia Meloni – ma servono piazzole per sosta”. “Censire non vuol dire marchiare”, precisa dall’europarlamento Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia a Bruxelles.

Intervengono la comunità ebraica, i rom italiani, esponenti della cultura e l’Anpi. “L’annuncio di un possibile censimento della popolazione rom in Italia preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa e tristemente sempre più dimenticate”, afferma Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. “La mia famiglia è presente da secoli in Italia”, dichiara Santino Spinelli, rom, musicista e docente universitario (una sua poesia “Auschwitz” orna a Berlino, nei pressi del Bundestag, il monumento dedicato alla memoria dello sterminio di Sinti e Rom durante il nazismo). “Mio padre – aggiunge Spinelli – fu internato durante il nazifascismo. Chiedo l’intervento del presidente Sergio Mattarella che invito il 5 ottobre prossimo a Lanciano all’inaugurazione del primo monumento in Italia in memoria della persecuzione contro rom e sinti perpetrata dai fascisti e dai nazisti. Monumento che fungerà da barriera all’insorgere degli odi e dei nuovi fascismi”. L’associazione Nazione Rom sottolinea che “il Dossier esiste già, ed è stato elaborato dall’Istat nel 2017”.

Durissimo il commento su Facebook dello scrittore Roberto Saviano. “Oggi – scrive – qualcuno, con grandi responsabilità di governo, ha parlato senza mezzi termini di deportazione dei rom e nessuno dei suoi alleati ha ritenuto opportuno prendere le distanze da questo abominio”. “Come era evidente – ha aggiunto – l’incapacità e la vuota ambizione in politica possono condurre le nazioni al disastro, ed è quello che sta accadendo all’Italia” dove, dice poi, “non esiste più un ministero degli interni, ma un nuovo dicastero: quello della crudeltà”.

“I censimenti etnici – commenta Carla Nespolo, presidente Anpi – non appartengono all’Italia democratica. Questo Paese ha la memoria lunga e una naturale tensione all’accoglienza che va sostenuta non repressa. Per chi delinque, per tutti quelli che delinquono, senza distinzione di razza, esistono le leggi ordinarie. La  smetta il ministro dell’Interno di provocare la Costituzione su cui ha giurato. Smetta questo vergognoso e intollerabile andazzo di odio e divisione sociale.

A ricordare che la stragrande maggioranza di Rom sono cittadini comunitari è Nicola Fratoianni di LeU. “Ricordo a Salvini che la maggioranza dei Rom sono cittadini comunitari. Quindi sarebbe come schedare i francesi presenti nel nostro Paese” dice, mentre Laura Boldrini (LeU) parla di “disumanità al potere”. Del problema rom si erano già occupati in passato gli ex ministri Giuliano Amato e Roberto Maroni: quest’ultimo aveva anche proposto di prendere le impronte digitali ai bambini rom, ma quella procedura fu bocciata dalla Ue.

“Il censimento per razza – tuona Emanuele Fiano, deputato dem – non possiamo permetterlo. In questo Paese lo abbiamo già avuto e allora c’era di mezzo anche la mia famiglia. Le persone si possono dividere per le loro condotte, per il loro comportamento, per le loro scelte, non per la loro nascita. Non è andata a finire bene, 80 anni fa, non riprovateci”. “Dal censimento al campo di  concentramento il passo è breve. Salvini ha deciso di festeggiare gli 80 anni delle leggi razziali” ha twittato la deputata dem Chiara Gribaudo.

L’iniziativa di Salvini è fortemente criticata in particolare da Paolo Gentiloni. “Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo” scrive su Twitter l’ex premier.

 

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E mentre il Pd per bocca del senatore Franco Mirabelli sostiene che il ministro dell’Interno “evoca la pulizia etnica” e ritiene il dossier del ministro “agghiacciante”, l’associazione 21 luglio che si occupa della tutela dei diritti della comunità rom e sinti risponde a Salvini. “Il ministro dell’Interno dice il presidente dell’associazione Carlo Stasolla – sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili. Ricordiamo anche che i rom italiani sono presenti nel nostro Paese dal almeno mezzo secolo e a volte sono ‘più italiani’ di tanti nostri concittadini”.

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