Runner. Maurizio Prighel, 69 anni, non stava violando nessuna legge: l’uomo infatti stava correndo nel piazzale attorno al palazzo e all’interno del perimetro della proprietà, su un anello di circa 250 metri fra asfalto e aiuole, quando è stato colpito al volto da un vicino di casa.

L’ingiustificabile rabbia verso i runner è sfociata in violenza. Dopo mesi di campagne denigratorie, come fossero loro i responsabili della pandemia, probabilmente era solo questione di tempo perché accadesse e la vittima è stata un uomo di Trento, colpito con un pugno in faccia mentre correva nelle immediate vicinanze della sua abitazione e quindi rispettando la legge. La vittima si chiama Maurizio Prighel, ha 69 anni ed è molto noto nel suo quartiere per la sua passione per il running e l’impegno con il locale gruppo alpini. L’episodio è avvenuto all’interno del cortile condominiale, sotto l’appartamento dove Prighel vive da più di 30 anni.

L’uomo ha spiegato: “Per mantenermi un po’ in forma, ogni tanto in questo periodo scendo nel piazzale attorno al palazzo e corro all’interno del perimetro della proprietà, su un anello di circa 250 metri fra asfalto e aiuole”. Insomma, Maurizio non stava violando nessuna regola. Correva da solo, nel perimetro del proprio condominio e senza entrare in contatto ravvicinato con nessuno. La sua scelta però non è passata inosservata a un vicino che, fomentato da settimane di campagna mediatica contro i runner, è sceso di casa, l’ha insultato e colpito con un pugno al volto: “Mi ha rotto il labbro e mi ha preso fin sotto l’occhio, che è gonfio”. Secondo l’aggressore la colpa di Prighel sarebbe stata quella di correre nonostante l’emergenza virus. “Assolutamente, volevo solo correre senza disturbare nessuno. Comunque non intendo fare alcuna denuncia” ha assicurato la vittima, che ha ricevuto solidarietà da centinaia di persone.