È stato condannato a 20 anni di carcere con rito abbreviato l’uomo di 35 anni che nel febbraio del 2019 ha ucciso a colpi d’arma da fuoco l’ex suocero accusato di aver abusato della nipotina, ovvero della figlia del killer. Condannato anche il complice che lo accompagnò sul luogo dell’omicidio in scooter a Rozzano, nel Milanese: per lui gli anni di carcere sono 18.

È stato condannato a 20 anni di carcere nel processo con rito abbreviato l’uomo che ha sparato, uccidendolo, all’ex suocero che era accusato di aver abusato della figlia. Teatro del delitto avvenuto nel febbraio del 2019, il comune di Rozzano, alle porte di Milano. Con il 35enne anche un complice, un uomo di 27 anni che nel febbraio dello scorso anno lo accompagnò sul luogo del delitto in scooter: quest’ultimo è stato condannato a 18 anni di carcere. Il gup Aurelio Barazzetta ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Il pm Monia di Marco aveva chiesto due condanne all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

Riconosciuto un euro di risarcimento all’ex compagna del killer
I giudici inoltre così come richiesto dall’ex compagna del 35enne, hanno riconosciuto 1 euro di risarcimento simbolico: “Si è costituita parte civile per fare sentire la sua voce, e ha chiesto solo una cifra irrisoria appunto perché nessuno pensasse che volesse approfittarsi economicamente della situazione – ha spiegato il legale della donna Lara Benetti – eppure in tanti hanno condannato questo suo gesto, sui social e non solo”. Il giorno dell’omicidio, avvenuto il 25 febbraio a Rozzano, la mamma della bimba vittima di abusi era in Tribunale a Milano insieme alla figlia per prendere parte a un’audizione protetta davanti al giudice. Qui la bimba stava raccontando proprio degli abusi subiti dal nonno.

L’avvertimento e poi l’omicidio: Se torni ti ammazzo
Un omicidio annunciato secondo molti quello del 63enne che era indagato dalla Procura proprio per quegli abusi sulla nipotina, figlia della figlia, che erano emersi il cui sospetto era emerso nei mesi precedenti. Ma il killer, a Rozzano, lo sapevano tutti, aveva giurato vendetta: “Se torni qui ti ammazzo”, aveva più volte detto all’ex suocero che originario di Napoli e residente nel capoluogo campano, era tornato nella sua città natia. Poi la decisione di tornare nell’hinterland milanese, solo pochi giorni prima dell’omicidio, forse attirato in una trappola, decisione che comunque aveva portato il 35enne a decidere di mettere in atto la sua vendetta. E così quel 25 febbraio in sella allo scooter guidato dal complice, il killer raggiunse l’ex suocero davanti al supermercato “Il Gigante” e lo freddò con numerosi colpi d’arma da fuoco prima di darsi alla fuga. Fu arrestato quasi subito: tutti a Rozzano sapevano chi aveva ucciso il nonno orco.