La figlia di un tassista della Capitale ha raccontato che il padre è stato aggredito da tre clienti che non volevano pagargli la corsa. L’episodio è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in via Libetta: il tassista, un 62enne, è stato preso a pugni in faccia ed è poi finito in ospedale. “Non abbiamo ancora denunciato perché mio padre è ancora in ospedale – ha detto la ragazza andremo in commissariato a sporgere una denuncia contro ignoti”.

Si sono rifiutati di pagargli la corsa, poco meno di 20 euro. Poi hanno acconsentito, ma mentre il tassista stava dando loro il resto lo hanno aggredito, prendendolo a pugni in faccia. Questo il racconto dell’aggressione andata in scena nella notte tra venerdì e sabato, attorno alle 3, a Roma, in via Libetta. A riportare i dettagli di quanto accaduto è stata la figlia del tassista aggredito, Giorgia Chiacchierini, che ha scritto una lettera per denunciare il pestaggio subìto dal padre Roberto, 62enne da molti anni in servizio sulla sua auto bianca nella Capitale.

La figlia: Nessuno è intervenuto per soccorrere mio padre
“Mio padre aveva preso i tre clienti, stranieri di colore che non parlavano bene l’italiano, a Termini – ha spiegato Giorgia – e li ha portati in via Libetta in un locale come da loro richiesto. A fine corsa non volevano pagarlo, tra una discussione e l’altra alla fine hanno tirato fuori i soldi e mentre stava dando loro il resto lo hanno colpito in faccia”. Poi i tre aggressori si sono dileguati, approfittando anche della movida presente in zona. “Nessuno è intervenuto – ha aggiunto la figlia del tassista – stando in una via piena di locali di venerdì sera vi lascio immaginare la gente che c’era. Si è avvicinato qualcuno per ‘soccorrere’ mio padre solamente dopo che erano scappati”. La figlia ha poi spiegato che il padre non ha ancora denunciato l’episodio alle forze dell’ordine: “È ancora in ospedale – ha precisato – sicuramente andremo domattina in commissariato per sporgere denuncia contro ignoti”. Nel pestaggio il padre ha subito diversi traumi al volto e ha avuto bisogno di alcuni punti di sutura: è stato portato in ospedale dalla moglie poco dopo l’aggressione e al Sant’Eugenio ha trascorso anche la notte tra sabato e domenica, su indicazione dei medici. Duro lo sfogo della figlia: “Un padre di famiglia come tanti, che lavora onestamente per portare la pagnotta a casa deve stare pure a subire queste cose? È una vergogna”.