Rientra dal lavoro. “Eleonora si è sparata, adesso lo faccio anche io”. Queste le parole che Luigino Ruzzante ha esclamato mentre era telefono con il fratello. Il 65enne aveva appena trovato la moglie morta. La tragedia poco dopo mezzogiorno. Ora l’uomo è in condizioni disperate all’ospedale di Rovigo.

Il corpo di una donna senza vita e quello di un uomo in condizioni disperate sono stati rinvenuti in un’abitazione di via Concilio Vaticano II 56, a Rovigo. Si tratta di Luigino Ruzzante, 65 anni, e della moglie Eleonora Pozzato, 59enne. Stando alle prime informazioni, si tratterebbe di una vera e propria tragedia familiare. Pare infatti che l’uomo al ritorno dal lavoro nella propria abitazione, verso le 12,30, abbia trovato la donna già morta e, chiamando disperato il fratello al telefono, sotto choc, abbia detto: “La faccio finita anch’io”.

A quel punto il 65enne si sarebbe sparato alla testa con la stessa arma, una pistola Beretta regolarmente detenuta, con cui la moglie qualche ora prima si era tolta la vita. Sul posto sono intervenute le squadre del 118. Ora Ruzzante è in condizioni disperate all’ospedale di Rovigo. Sia l’uomo che la donna sono stati trovati in camera da letto, nella villetta dove vivevano in zona San Bortolo, nel comune veneto. Nessun biglietto sarebbe stato lasciato a motivare l’estremo gesto della donna. La coppia non aveva figli. Sul posto anche la Polizia e la divisione Scientifica per delineare i contorni della drammatica vicenda. L’indagine è affidata al magistrato Sabrina Duò.

Sos Suicidi. Sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per avere supporto e aiuto psicologico:
Telefono Amico 199.284.284
Telefono Azzurro 1.96.96
Progetto InOltre 800.334.343
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