Riccardo morto a 10 anni dopo esperimento scientifico. Oggi pomeriggio, nella parrocchia “Gesù Maestro” di via Ferrucci a Collegno, saranno celebrati i funerali di Riccardo Celoria, il bambino di 10 anni morto in seguito a un grave incidente avvenuto in casa, mentre stava eseguendo un esperimento scientifico. Il piccolo è morto dopo un mese in ospedale.

Verranno celebrati nel pomeriggio di oggi, lunedì 13 luglio 2020, alle 15, nella parrocchia “Gesù Maestro” di via Ferrucci a Collegno, i funerali di Riccardo Celoria, il bambino di 10 anni che a fine maggio era stato investito dalle fiamme durante un esperimento di scienze che stava eseguendo a casa sotto gli occhi della madre. Il piccolo Riccardo è morto il 3 luglio scorso dopo oltre un mese di agonia in ospedale: il bambino era ricoverato al Regina Margherita di Torino. Il funerale si svolgerà non lontano dalla casa dove il piccolo viveva con la mamma, teatro della tragedia. L’amministrazione comunale ha dichiarato il lutto cittadino per tutta la giornata in segno di cordoglio per la morte del bambino e di affetto nei confronti dei suoi familiari.

Ustionato nell’esperimento a casa, Riccardo muore dopo un mese

Riccardo Celoria è morto il 3 luglio scorso in ospedale dopo più di un mese dall’incidente in casa. Era il 29 maggio quando il bambino era rimasto gravemente ustionato dopo un esperimento di scienze nella sua abitazione di Collegno. Il ragazzino aveva riportato ustioni sul 60 percento del corpo in seguito all’esperimento che aveva condotto mescolando bicarbonato, sabbia, zucchero e alcol. A quanto emerso, ci sono anche delle immagini della tragedia in cui si vede lo scoppio che precede la fiammata che ha investito in pieno e ustionato lo studente. I file sono contenuti in un cellulare e ora saranno analizzati dagli inquirenti. Del caso si occupa la pm Laura Longo, che come atto dovuto ha iscritto nel registro degli indagati il nome della madre di Riccardo. La procura ha inoltre incaricato i carabinieri di Collegno di ascoltare alcune persone informate sui fatti. Tra i testimoni figurano l’insegnante del bambino e alcuni genitori dei compagni di classe. Non è ancora chiaro se l’esperimento del “Serpente del Faraone” che Riccando stava eseguendo fosse stato assegnato dalla scuola o se si sia trattato di una decisione autonoma del bambino.