Riaperture ristoranti a pranzo e a cena all’aperto: da giugno anche al chiuso se i dati migliorano

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Riaperture ristoranti a pranzo e a cena all’aperto.

Riaperture ristoranti a pranzo e a cena all’aperto. L’orientamento del governo è quello che di riaprire i ristoranti a pranzo e a cena dal 26 aprile, ma per tutto il mese di maggio il via libera vale solo per i locali che dispongono di spazi all’aperto. Bar e ristoranti al chiuso potrebbe riaprire a giugno, se la curva epidemiologica lo consentirà.

Il governo ha fatto sapere che a maggio i ristoranti potranno lavorare solo all’aperto ma, se i dati miglioreranno, dal primo giugno anche al chiuso, ma solo solo a pranzo e con nuove linee guida. Sarebbe questo, secondo quanto apprende l’Ansa, l’orientamento della cabina di regia sulle graduali riaperture delle attività di ristorazione. La decisione quindi sarà presa in base all’andamento dei dati epidemiologici.

Fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che dal primo giugno, sempre con nuove linee guida, potranno riaprire le palestre. Dal primo luglio dovrebbe arrivare il via libera a fiere e congressi e all’apertura di stabilimenti termali e parchi tematici, con nuove regole.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa ha confermato che è stata anticipata “al 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla, ma si introduce un cambiamento: si dà precedenza alle attività all’aperto, a pranzo e a cena, e le scuole riaprono, di ogni ordine e grado, nelle zone gialle e arancione; nelle zone rosse si suddivide in parte in presenza in parte a distanza”. Resta quindi il sistema a fasce, ma la novità è che nelle Regioni che secondo i parametri potranno passare in zona gialla potranno riaprire bar e ristoranti, che dispongono di tavoli all’aperto. La novità è che non chiuderanno alle 18, come è stato fino ad ora in fascia gialla, a potranno rimanere aperti anche la sera. Ma il coprifuoco notturno dalle 22 alle 5 per il momento resta in vigore.

Il direttore generale della Fipe Confcommercio Roberto Calugi ha commentato così: “La direzione è quella giusta ma ci aspettavamo più coraggio”. Dando solo a chi ha locali con spazi esterni la possibilità di ripartire c’è il rischio però che si determini “una discriminazione per chi lo spazio esterno non ce l’ha”.

“Avere una data e poter servire la cena sono segnali importanti, soprattutto se irreversibili, ma ci preoccupa la penalizzazione per chi non ha tavoli all’aperto. Invitiamo i Comuni – ha detto – a mettere a disposizione più spazi esterni possibili e auspichiamo si tratti di una fase transitoria di 1 o 2 settimane”.

Dalla Lega è stata espressa soddisfazione per la soluzione: “La Lega al governo vuol dire questo. Zona gialla già dal 26 aprile, bar e ristoranti all’aperto anche la sera, ripresa di sport e spettacoli, scuole in presenza quasi per tutti, progressivo ritorno a liberazione e normalità per tutte le attività. Vincono gli italiani”, ha scritto su Twitter il segretario della Lega Matteo Salvini.

In un video allegato al tweet, il leader leghista ha dichiarato davanti ai microfoni delle tv: “Devo dire: finalmente. Finalmente mi sembra che alla riunione di oggi abbia prevalso il diffuso buon senso. Coloro che continuano a voler chiudere chiudere chiudere, a prescindere dai dati, a prescindere dai miglioramenti, a prescindere dai vaccini, a prescindere dalla scienza…”, ha aggiunto, senza concludere il suo attacco verso i ministri più ‘rigoristi’.

“Come previsto – ha detto ancora Salvini – settimana prossima ci sarà un Consiglio dei ministri che prenderà in esame i dati, dati che già oggi ci dicono che mezza Italia sarebbe già fuori dall’emergenza e quindi con le cautele del caso, i protocolli di sicurezza, le distanze e le mascherine, entro aprile che era il nostro obiettivo di buon senso, laddove la situazione medica lo permette, si torna a vivere”.

Anche il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli-Venezia Giulia Fedriga è d’accordo con la linea del governo: “La notizia che dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire a pranzo e a cena, sia pure per i soli tavoli all’aperto, è molto positiva. Siamo grati al Governo per aver accolto alcune nostre proposte contenuti nelle linee guida”.

Critico invece De Luca, presidente della Campania: “C’è un paradosso: nessuno parla del fenomeno che più di ogni altro favorisce la diffusione del contagio, cioè la movida”.

“Non sono i ristoranti aperti con le misure – continuato – ma che il problema vero da affrontare è la movida. Io sono dell’idea che dobbiamo consentire aperture serali in condizioni protette dei ristoranti ma le attività devono concludersi dalle 23 alle 23.30 e dopo mezzanotte nessuno più per strada per almeno due mesi e poi si vedrà”.

“È in grado lo Stato italiano di garantire il rispetto di una decisione del genere? Io credo che in base all’esperienza di questi ultimi mesi, lo Stato non sia in grado di garantire niente. Se dobbiamo dire la verità, nei 3 mesi scorsi il Paese è stato abbandonato a se stesso e questo per scelte politiche, non c’entrano le forze dell’ordine. Io non ho visto una pattuglia controllare quelli che non portavano la mascherina sui lungomari, nelle piazze, né un’azione di contrasto alla movida irresponsabile. Noi dovremmo procedere decidendo che cosa vogliamo fare, usando il rigore e usando la ragione, e quando necessario usando le forze dell’ordine per il rispetto delle ordinanze”.

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