Rete 5G: l’avvio ufficiale della rete ‘rivoluzionaria’ è fissato per il 2019, ma sarà così per tutti?

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Dopo svariati anni di sviluppi, lo sforzo congiunto di circa 40 aziende del settore ha portato a definire al meglio le specifiche dello standard 5G, il quale dovrebbe divenire disponibile (per tutti?) a partire dal 2019.

Al giorno d’oggi, la velocità di accesso alla rete è una questione fondamentale sia da un punto di vista dell’utente, che da un punto di vista aziendale. Se qualche anno fa la priorità di sviluppo era rivolta alla necessità di garantire un accesso mobile a qualunque utente nel mondo, ora gli sforzi sono rivolti allo sviluppo di un’infrastruttura di rete dalle prestazioni molto più che soddisfacenti.

Un primo risultato fu raggiunto, qualche anno fa, con l’introduzione delle tecniche di trasmissione dati LTE (quelle che sono note comunemente con il nome di 4G). Esse permettevano, rispetto allo standard precedente (UMTS e HSPA+), un notevole incremento di prestazioni che, nell’ultima versione, toccano il muro del gigabit per secondo. Tuttavia, pare che una nuova tecnologia di accesso alla rete sia stata definita e sembra che garantisca prestazioni eccezionali, se paragonate con quelle dei sistemi attuali.

Queste ultime ore si sono rivelate cruciali per le tecnologie 5G, destinate a succedere alle attuali tecniche di quarta generazione. Sarebbero stati definiti, infatti, tutti i dettagli dello standard che porterà, a partire dal 2019, all’introduzione delle reti di nuova generazione. Lo standard avrebbe impiegato diverse aziende nella sua redazione (si parla di oltre 40 aziende, tra le quali si citano Sony Mobile Communications, Vodafone e tante altre) ed anche Tim avrebbe contribuito in misura importante allo sviluppo di queste tecnologie, in particolare offrendo i propri laboratori di ricerca (si cita, per esempio, l’Open Lab di Torino).

Questa nuova tipologia di rete avrebbe le potenzialità per offrire velocità di trasmissione dati al momento impensabili da raggiungere. Si parla di concretizzare, entro il 2023, un bitrate di addirittura 100 gigabit per secondo. I benefici di una rete di questo genere saranno apprezzabili sia da parte dell’utente, il quale beneficerà di una qualità del servizio notevolmente migliore, sia da parte delle aziende che potranno concentrarsi su ambienti di sviluppo nel campo della realtà virtuale e della guida autonoma. Non mancherebbe la possibilità di lavorare da remoto e di ottenere una consultazione medica a distanza in tempo reale ma, ovviamente, le possibilità non si limitano qui.

Tuttavia, non tutti gli utenti potranno sfruttare immediatamente le nuove potenzialità della rete. Stando ai piani di sviluppo indicati dalle aziende, le prime aree coperte saranno le grandi città: le zone periferiche e quelle rurali, quindi, potrebbero essere temporaneamente escluse dal progresso, e potrebbero limitarsi a una navigazione in 4G ancora per qualche anno.

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