Reddito d’emergenza, che dovrebbe essere nel decreto maggio, si apre un altro fronte di scontro nella maggioranza, tanto che il premier Conte sta valutando se inserire il sussidio, che va da 400 a 800 euro, in un secondo pacchetto di misure, che dovrebbe contenere anche gli aiuti alle imprese.

Il reddito d’emergenza è ancora terreno di scontro nella maggioranza. Il governo sta studiando la misura, che sarà nel dl maggio. Per Italia viva il sussidio fino a 800 euro per le famiglie che non hanno avuto accesso ad alcun aiuto durante la pandemia, compresi i lavoratori in nero non può essere una soluzione. La ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, intervenuta ieri a Skytg24, è stata chiara: “Fra due mesi in Italia continueremo ad avere le fasce di povertà oltre a quelle persone che fino a due mesi fa avevano un reddito dignitoso e che oggi hanno visto saltare tutti i loro programmi”.

La misura infatti, come ha spiegato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, sarà a tempo, probabilmente per due mesi, e per questo potrebbe chiamarsi “Contributo di emergenza” per rendere evidente già dal nome che non sarà un sussidio strutturale, come vorrebbe una parte del M5s. L’assegno riguarderà una platea di un milione di persone, con una spesa tra 1,2 e 1,8 miliardi.

Bellanova, che ieri ha già minacciato le dimissioni se non verranno regoralizzati 600mila migranti, ha aggiunto che “Non è con l’assistenzialismo che riparte questo Paese ma dobbiamo investire nel sistema produttivo e garantire a queste persone di vivere in modo dignitoso. Dare un sussidio per due mesi non risolve il problema”. Della stessa idea il leader di Iv, l’ex premier Matteo Renzi: “Uno tsunami occupazionale si abbatterà sul nostro Paese tra qualche mese”, ha detto nella sua Enews. “Non di soli sussidi vive l’uomo. Vanno bene tutti gli interventi di aiuto a chi è in difficoltà ma vanno dati i soldi per far riprendere l’economia, altrimenti tra sei mesi i sussidi saranno finiti, il debito sarà al 160% del pil e le persone scenderanno in piazza, mentre i mercati internazionali balleranno. Bisogna ripartire”.

Sulla misura è intervenuto anche Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, spiegando che il reddito di emergenza “durerà due, massimo tre mesi, ed è destinato a coprire fasce di lavoratori esclusi dal reddito di cittadinanza”, ha detto in un’intervista a ‘La Stampa’.

Il governo sta valutando anche di dividere in due il decreto maggio da 55 miliardi, per avere il tempo di sciogliere gli ultimi nodi: il primo pacchetto di misure, che potrebbe arrivare in tempi rapidi, dovrebbe contenere le misure su cui già si è arrivato a un accordo nella maggioranza, come il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, del bonus per gli autonomi, i fondi per la sanità e per il settore turistico, le risorse per i Comuni. Mentre nella seconda tranche del dl dovrebbero esserci gli aiuti alle imprese e il reddito d’emergenza.