Questura Napoli, centinaia di persone assembrate all’ufficio. Centinaia di persone sono assembrate da questa mattina davanti all’ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, in via Galileo Ferraris. Una coda lunghissima che prosegue per più di un centinaio di metri. Gli agenti della Polizia di Stato sono scesi in strada per regolare l’ordine pubblico tra gli utenti in attesa. Preoccupazione tra il personale della Questura. Il sindacato Usb: “Adottare tutte le misure previste dai protocolli a tutela della salute del personale e degli utenti”.

Centinaia di persone sono assembrate da questa mattina davanti all’ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, in via Galileo Ferraris. Una coda lunghissima che prosegue per più di un centinaio di metri si è formata tra le 8 e le 10 di questa mattina. Gli agenti della Polizia di Stato sono scesi in strada per regolare l’ordine pubblico tra gli utenti in attesa. Una situazione che ha messo in grande preoccupazione il personale della Questura che lavora all’interno della struttura, a contatto ogni giorno con il pubblico, per il possibile rischio di contagio per il Coronavirus. Da oggi intanto, all’ufficio partiranno le prenotazioni per le acquisizioni delle istanze. Proprio all’ufficio immigrazione di Napoli, a metà agosto, si è verificato un caso di un poliziotto risultato positivo al Coronavirus, che aveva avuto contatti con degli utenti ospiti presso un centro di accoglienza nel napoletano dove si era registrato un focolaio di Covid19. Massima attenzione dei sindacati sulla vicenda. Fabrizio Gigliani e Bruno Stirparo (Usb): “Chiediamo alla Questura di Napoli di mettere in atto tutte le misure di sicurezza previste dal protocollo anti-Contagio a tutela della salute dei dipendenti e degli utenti”.

I sindacati: “Più sanificazioni e mascherine al personale”

Tra le richieste avanzate dal sindacato di base Usb alla Questura di Napoli: “Pulizie anche per i pavimenti dell’archivio; Rispetto alla tipologia di protezione delle vie respiratorie bisogna richiedere: filtranti respiratori (almeno di livello FFP2) poiché i lavorati rientrano nella categoria “a contatto con il pubblico”; un “pubblico” che, inoltre, non utilizza le mascherine chirurgiche. Il datore di lavoro fornisca, per ogni turno di lavoro, almeno 2 dispositivi di protezione filtranti, invece delle mascherine chirurgiche. Tamponi per il personale dipendente, non solo test sierologici. Immediato ritorno alla modalità di lavoro agile 5 giorni alla settimana, fin quando la dirigenza non sarà in grado di garantire realmente la sicurezza del personale. Maggiore attenzione e prevenzione per il personale in presenza che svolge attività di back office presso le postazioni mobili installate presso la sala di attesa riguardanti l’attività di prenotazione – appuntamento per acquisizione istanza asilo politico”.

“Ci giungono nuovamente notizie molto allarmanti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli – affermano in una nota Fabrizio Gigliani e Bruno Stirparo (Usb) – La riapertura immediata del predetto Ufficio insieme al rientro del personale addetto, ha messo in pericolo nuovamente la salute tutta del personale e delle rispettive famiglie. i chiediamo, da domani, quali saranno le strategie che si vorranno apportare finalizzate alla tutela del personale addetto all’ Ufficio Immigrazione? Sembra incredibile che per accedere ad un supermercato ci sia bisogno del “pre-controllo della temperatura” e che invece la stessa misura non sia adottata per l’accesso in sicurezza presso una struttura pubblica. Tra l’altro tale misura è prevista dall’ultimo Protocollo quadro “Rientro in Sicurezza” del 24 luglio scorso firmato tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e le organizzazioni sindacali”.