Prato. Ai domiciliari un appuntato e un brigadiere capo. Secondo gli inquirenti i due avevano progettato un colpo ai danni di un portavalori che doveva fruttare un milione, poi avevano ripiegato su quella rapina in una villa di un imprenditore cinese nella zona di Prato.

Avevano progettavano l’assalto a un portavalori “per un milione di euro” e poi si sono accontentati di rapinare una coppia di imprenditori cinesi. Protagonisti  due ormai ex carabinieri: prima era stato arrestato un appuntato di 36 anni; ora è toccato ad un brigadiere capo , 54 anni; entrambi già in servizio al Nucleo radiomobile del comando provinciale di Prato. Stando alle ricostruzioni, i due avevano ricevuto un’imbeccata da due fruttivendoli campani residenti a Prato: “In quella villa sono nascosti almeno 100mila euro”.  Così i militari dell’arma si sarebbero messo in contatto coi tre esecutori materiali fornendo lro pettorine, palette e un falso mandato di perquisizione. I tre si erano quindi presentati alla porta di un’abitazione di Galciana dicendo di essere carabinieri e di dover fare una perquisizione. Vi avevano trovato la moglie dell’imprenditore, incinta, e un amico dai quali erano riusciti a farsi consegnare 11.000 euro.

La rapina e gli arresti
Per quella vicenda, che risale al 3 maggio 2019, gli inquirenti avevano già proceduto a diversi arresti: un carabiniere, il 36enne appuntato, considerato la mente del colpo, due venditori ambulanti di frutta della Campania, che avevano creato il contatto con i tre esecutori materiali del colpo. Oggi arriva un altro arresto, quello di un altro carabiniere, in servizio da pochi giorni a Firenze. Anche quest’ultimo è considerato una delle menti della rapina; ora si trova ai domiciliari, dopo l’ordinanza firmata dal gip Francesco Pallini su richiesta della Procura.Secondo il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi, l’obiettivo iniziale non era quella rapina, ma un furto a un portavalori. In seguito sarebbe stato ‘ridimensionato’ l’obiettivo, puntando a una più semplice rapina.