Perché non ci sarà un nuovo lockdown a Roma. Ieri l’annuncio dell’assessore alla Sanità che nel Lazio è stato superato l’indice di allarme per i nuovi contagi dell’indice RT, dopo il quale possono essere prese nuove misure di chiusura con l’istituzione di zone rosse, limitazioni agli spostamenti e lockdown. Ma la situazione è ritenuta sotto controllo e non cambierà nulla per i cittadini.

Oggi l’indice RT nel Lazio tornerà sopra a 1, considerata questa la soglia di sicurezza dopo la quale le autorità possono valutare nuove restrizioni alla mobilità e chiusure più o meno estese del territorio per limitare il contagio dopo la fine del lockdown. Lo ha annunciato ieri l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, anticipando la pubblicazione del report settimanale che avverrà oggi, chiarendo però come non sono previste nuove misure di lockdown a Roma e nel resto del territorio regionale.

L’indice RT misura la trasmissione del virus, ovvero il numero medio di nuovi contagi per ogni nuovo paziente positivo, ed è considerato l’indicatore più significativo per valutare la pericolosità della situazione in atto. Nel Lazio lo scorso venerdì era l’indice RT era dello 0,9. L’aumento dell’indice RT è legato sopratutto all’insorgere di nuovi focolai nella capitale, in particolare quello della struttura San Raffaele della Pisana, che ha superato i 100 contagiati tra pazienti, operatori e familiari, e quello del palazzo occupato in via Pecile a Garbatella.

“Qualora si confermi un rischio alto/molto alto, ovvero un rischio moderato ma non gestibile con le misure di contenimento in atto, si procederà ad una rivalutazione delle stesse di concerto con la Regione/RA. interessata, secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma 11 del DPCM 26/4/2020. – si legge nel decreto del 30 aprile del Ministero della Salute – Se non sarà possibile una valutazione secondo le modalità descritte, questa costituirà di per sé una valutazione di rischio elevata, in quanto descrittiva di una situazione non valutabile e di conseguenza potenzialmente non controllata e non gestibile”.

Il punto dunque non è solo l’indice rilevato, ma anche la valutazione della capacità diagnostica e di tracciamento del sistema sanitario, quindi l’affidabilità dei dati forniti al Minstero della Salute dalle singole regione. In questo caso per delimitare il focolaio del San Raffaele alla Pisana sono stati fatti oltre 4000 tamponi. L’assessore D’Amato ha tranquillizzato i cittadini sulla capacità di tracciare i contagi e delimitare i nuovi focolai: “Il Lazio si conferma avere il miglior sistema di contact tracing a livello nazionale. Il numero dei casi per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti nell’ultima rilevazione settimanale del Ministero della Salute è pari al 100%. Un altro dato positivo è il netto miglioramento del tempo medio tra data di inizio sintomi e la data della diagnosi (tampone) che scende a sole 48h, su una soglia di sufficienza delineata in 5 giorni”.

La valutazione dunque è che, nonostante l’indice RT abbia raggiunto la soglia di allarme, non ci sia bisogno di misure drastiche essendo i focolai sotto controllo (da due giorni non ci sono casi riconducibili al San Raffaele e il cluster della Garbatella è considerato un caso chiuso) e la capacità di tracciare potenziali nuovi casi alta. Ieri nel Lazio si sono registrati 9 nuovi casi che sarebbero apparentemente tutti indipendenti l’uno dall’altro.