L’innesto di nuove funzionalità intelligenti permette di dosare in modo dinamico l’uso delle risorse. Con un guadagno che arriva al 10%

Android 9, più conosciuto come Android Pie, è arrivato. Da qualche settimana l’ultima main release del sistema operativo tascabile di Google può essere scaricata su tutti i modelli della famiglia Pixel e su alcuni dispositivi che aderiscono ad Android One (Nokia 7 Plus, OnePlus 6, Xiamo Mi Mix 2S, Essential PH1, Sony Xperia XZ2, Oppor R15 Pro, Vivo X21) previa iscrizione al programma di beta. Più avanti sarà la volta degli altri prodotti motorizzati Android, a cominciare dagli smartphone e dai tablet targati 2018

Fra le tante funzioni che invogliano all’aggiornamento vale la pena sottolineare il nuovo sistema di rispermio energetico, accessibile come sempre dal menu Impostazioni>Batteria.

La batteria diventa adattiva

Android 9 (Pie) introduce un nuovo concetto di risparmio energetico basato sull’intelligenza artificiale. Gli smartphone e i tablet aggiornati all’ultima versione della piattaforma, in pratica, sono programmati per imparare dalle nostre abitudini giornaliere, così da regolare in modo dinamico lo sfruttamento delle risorse.

L’idea che sta alla base di questa nuova feature, soprannominata Batteria Adattiva, non è molto diversa da quella che oggi consente a tutti i telefoni (Android e non) di regolare automaticamente la luminosità in base alle condizioni ambientali: l’energia va dosata solo quando serve, in base alle necessità del momento. Ciò nella convinzione che solo una parte delle applicazioni vengono utilizzate in modo continuativo.

Più frequente è l’utilizzo di una certa applicazione,quindi, maggiore sarà la disponibilità di risorse che Android 9 (Pie) concederà in maniera continuativa. Viceversa, il sistema cercherà di dosare i consumi in modo chirugico per evitare inutili sprechi energetici: se ad esempio apriamo Instagram per pochi minuti al mattino giusto per dare un’occhiata veloce alla timeline, lasciando poi l’applicazione inutilizzata per parecchie ore, Android Pie sarà in grado di apprendere questa abitudine così da limitare l’utilizzo delle risorse in background.

Restrizioni manuali per le app che non sono virtuose

Giova a questo proposito l’innesto di una seconda funzionalità di Android Pie, denominata Restrizioni di Background. Si tratta di una modalità che va ad agire in modo selettivo su tutte quelle applicazioni che consumano energia a prescindere dal loro reale utilizzo e in particolare su quelle che non utilizzano nessuna delle più recenti funzioni di risparmio della batteria presenti nelle ultime versioni di Android.

Android P, in buona sostanza, lascia all’utente la facoltà di tagliare i rifornimenti energetici a quelle applicazioni che si dimostrano poco virtuose nell’utilizzo delle risorse. Se il sistema operativo ravvisa la presenza di un’applicazione che non rispetta i canoni previsti da Android Vitals (il prontuario di regole per migliorare la stabilità e le prestazioni dei dispositivi Android) invita l’utente a limitare l’accesso alle risorse di sistema da parte dell’applicazione.

Volendo, è possibile intervenire manualmente sulle app non ottimizzate dal menu App e notifiche>Avanzate>Accesso speciale alle app>Ottimizzazione batteria. Se un’app risulta senza ottimizzazione – spiega il tutorial di Google – occorre cliccarci sopra quindi toccare Ottimizza>Fine.

Quanto si può guadagnare

A giudicare dai primi test che abbiamo effettuato su Google Pixel 2 XL, le nuove funzionalità di Energy Saving si traducono – in soldoni – in un guadagno compreso fra il 5 e il 10% di batteria per ogni ciclo di ricarica.

Google, tuttavia, sta ancora lavorando sull’efficienza del sistema, testando alcune modifiche che riguardano l’uso delle risorse a schermo spento, nonché il livello di ottimizzazione per i dispositivi provvisti di due serie di core.

In alcuni casi, insomma, il risparmio energetico potrebbe essere persino maggiore.