Pensavano fosse stato assassinato, si era nascosto nei boschi per cinque anni. Scomparso nel nulla 2015, il lituano 35enne Ricardas Puisys è stato rintracciato dalla polizia ad un centinaio di chilometri da Londra. Forse costretto alla fuga e nascosto nel bosco per scappare alla criminalità organizzata: “Ha vissuto in condizioni estremamente difficili. Ora è al sicuro”, dicono gli investigatori.

Dopo aver finito di lavorare in fabbrica si era attardato con un gruppo di connazionali fino a sera, poi era scomparso nel nulla. Era sabato 26 settembre del 2015 e per la polizia era stato appena iniziato un giallo senza soluzione: un uomo sparito, probabilmente assassinato. Ma in realtà Ricardas Puisys, di origine lituana, ha scelto di vivere in un sottobosco “molto ben nascosto” nelle foreste del Cambridgeshire, nel Regno Unito. Oggi 35enne, il lituano immigrato in Inghilterra nel 2012, è stato ritrovato ieri dalla polizia della contea.

Puisys lavorava in un’industria alimentare a Chatteris. Le autorità si erano attivate quando il lunedì l’uomo non si è presentato al lavoro. La sera della sua scomparsa doveva essergli successo qualcosa: “Abbiamo avuto motivi per credere che qualcuno gli abbia fatto del male”, dice l’ispettore Rob Hall della polizia del Bedfordshire. Secondo le autorità era possibile che venisse sfruttato dalla criminalità organizzata. Una tesi, questa, in parte confermata 5 anni dopo.

L’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è che si sia dileguato per sottrarsi a una situazione di abusi e di minacce: che fosse cioè tenuto in condizioni di schiavitù da una gang di trafficanti di esseri umani, costringendolo a lavorare gratis nei campi o in qualche stabilimento clandestino della zona, possibilmente collegato ad attività criminali. “Viveva in una sistemazione nel sottobosco, davvero ben nascosta – confermano gli agenti – si era nascosto di sua volontà e non aveva parlato con nessuno per diverso tempo”. Ora sta ricevendo sostegno dai servizi sociali e sanitari, dopo avere vissuto in condizioni “estremamente difficili”.