Palermo, Candida muore di parto a 39 anni assieme al bimbo. Parenti furiosi: “Perché?”

0
Palermo, Candida muore di parto a 39 anni assieme al bimbo.

Palermo, Candida muore di parto a 39 anni assieme al bimbo. Parenti furiosi. Doppia tragedia a Palermo dove una donna di 39 anni, Candida Giammona, è morta all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo dove è giunta venerdì, in condizioni disperate, dopo un parto cesareo d’urgenza, alla clinica Candela di Palermo. Non ce l’ha fatta neanche il piccolo Leon, morto allo stesso orario della mamma, ma in un altro ospedale. Infuriati i genitori di Candida che era sposata e aveva un’altra bambina: “Vogliamo sapere cos’è successo davvero”.

Morire di parto, a 39 anni, nel 2021. Questa è la triste storia di una aspirante futura mamma palermitana, Candida Giammona, felicissima di poter finalmente dar alla luce il suo piccolo, come si vede anche da quell’ultimo selfie inviato ai familiari prima della tragedia. Candida è morta, dopo un parto cesareo d’urgenza, ed è morto anche il piccolo che portava in grembo, ma in un altro ospedale. “Se ne sono andati via allo stesso orario, ma in due ospedali diversi – dice con lo sguardo perso nel vuoto Maria Alario, la madre della donna – tutti e due alle 12,40 della domenica più brutta della mia vita”.

Ma cosa è successo a Candida e al suo piccolo? A fare piena luce su quanto accaduto ci penserà l’inchiesta che è stata aperta dopo la denuncia dei familiari alla polizia: la procura infatti ha aperto un fascicolo e le due salme, ma anche la placenta e le cartelle cliniche, sono state sequestrate. Dalle ricostruzioni della stampa locale sta emergendo come la signora Giammona era arrivata alla clinica Candela di Palermo, venerdì mattina, per dare alla luce il suo bambino. Aveva già completato 39 settimane e, dopo 16 ore di ricovero, è stata avviata la stimolazione del parto e da qui a un cesareo d’urgenza. Qualcosa però è andato storto e così Candida è stata trasferita d’urgenza al reparto di Ginecologia dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo dove i medici hanno tentato un disperato intervento per strappare la donna alla morte. Al Buccheri la paziente è arrivata in arresto cardiaco e dopo un’ora di manovre il cuore è ripartito. Ma le condizioni della donna e del bambino, che da solo ha lottato all’ospedale Civico, erano ormai troppo gravi.

Candida Giammona era sposata e mamma di una bambina di due anni, il nuovo arrivato si sarebbe chiamato Leon. “Ci hanno detto che l’utero era scoppiato. Ma perché non lo hanno asportato direttamente al momento del parto? Perché è morta mia figlia?”, dice a Repubblica Palermo, Maria Alaimo davanti all’ospedale Buccheri La Ferla. “Siamo rispettosi di un evento drammatico e del dolore dei familiari. La paziente era affetta da una patologia che raramente determina complicanze di questo genere. Aspettiamo l’esito degli accertamenti”, rispondono dalla direzione della clinica.

Intanto la signora Alario continua il suo racconto: “Anche sulla fine del bambino non sappiamo molto. Siamo rimasti davanti alla clinica per una notte intera, senza che nessuno ci dicesse niente. Poi un medico mi ha consegnato il borsone di mia figlia. Non capivo. Poco dopo è passata Candida su una barella ed è stata caricata su un’ambulanza. Era già morta, lo avevo capito. Quell’ambulanza l’abbiamo dovuta inseguire perché nessuno ci ha detto dove la stavano portando”.

Candida era arrivata alla clinica Candela alle 8,30 di venerdì. Alle 9,52, a travaglio già indotto, ha inviato un selfie alla mamma. “Preparati, fra tre giorni stringerai fra le braccia il tuo nipotino Leon”, il messaggio che accompagnava la foto. Alle 13,11 un’altra foto, stavolta durante il tracciato. Tutto stava procedendo come da protocollo. Trenta minuti dopo mezzanotte Candida ha inviato un altro messaggio al marito: “Sono in bagno, ho sentito qualcosa, c’è sangue”. Lui ha cercato di rassicurarla, le ha consigliato di chiamare un medico. Alle 3,20 il marito ha battuto i pugni sul portone della Candela per avere notizie della moglie. “Ormai – dice Maria Alario a Repubblica – eravamo in ansia. Alle 6 è arrivata un’ambulanza e mia figlia è stata portata via”.

Candida aveva una grande passione per le moto, era componente dell’ associazione Hog Chapter per gli amanti dell’Harley Davidson. Tanti i commenti di cordoglio da parte di vari gruppi biker di Palermo. “Il Motoclub i Pellegrini si stringe alla famiglia di Candida Giammona per la triste scomparsa”. “Gli Indian Bikers porgono le più sentite condoglianze a Dani Batt ed alla famiglia Giammona per la prematura scomparsa di Candida e del suo figlioletto”. Ancora nessuna notizia dei funerali che saranno celebrati dopo l’autopsia e il dissequestro delle salme.

“La Clinica Candela, partecipando al dolore dei familiari della signora Candida Giammona per la tragedia che stanno vivendo – si legge in una nota dell’avvocato Massimo Cocilovo, consigliere d’amministrazione della casa di cura palermitana – rileva che da parte del proprio personale sanitario è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita della paziente e del neonato, i cui decessi si ritiene siano stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile e si affida, con piena fiducia, alle verifiche che la magistratura riterrà di effettuare”.

Articolo PrecedenteFlorida, spegne il frigorifero per errore: distrutte oltre 1.100 dosi di vaccino anti-Covid Pfizer
Prossimo ArticoloOmicidio Roberta Siragusa, gip: “Immagini lasciano sgomenti: corpo devastato”
Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.