Padova. Un 66enne è stato controllato e sanzionati dai finanzieri di Este (Padova) perché, nonostante fosse beneficiario di pensione di invalidità in quanto riconosciuto cieco civile assoluto, si spostava in piena autonomia e senza “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o di motivi di salute”, per le vie del paese, senza bastone né occhiali, passeggiando col cane e attraversando le strade cittadine.

Un uomo di 66 anni riconosciuto cieco civile “assoluto” è stato filmato, multato e denunciato dalla Guardia di finanza di Este, in provincia di Padova. Secondo quanto accertato dagli uomini delle Fiamme Gialle, l’uomo – anche in questo periodo di coronavirus -, “si spostava, in piena autonomia e in assenza di comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o di motivi di salute, per le vie del paese, senza bastone né occhiali, passeggiando insieme al suo cane di piccola taglia ed attraversando, con sicurezza, le strade cittadine, utilizzando le strisce pedonali, talvolta, peraltro, sbiadite”. Il sessantaseienne portava insomma il cane a passeggio, andava in macelleria, prendeva la bici anche se da tredici anni percepiva una pensione di invalidità. La Finanza da tempo lo controllava per verificare la veridicità del suo handicap.

Il falso invalido multato durante i controlli per il coronavirus
In più occasioni il falso cieco è stato seguito, pedinato e videoripreso, mentre percorreva, in sella alla sua bicicletta, una pista ciclabile di oltre 15 km, costeggiando corsi d’acqua ed attraversando strade trafficate, secondo quanto è emerso dai controlli. Nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio e di gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19, i finanzieri della Compagnia di Este lo hanno sottoposto a controllo e lo hanno sanzionato. Per lui è scattata la denuncia per truffa aggravata, accompagnata dal sequestro delle somme indebitamente percepite, a titolo di pensione di invalidità e di indennità di accompagnamento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovigo, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto il sequestro per equivalente di beni per un controvalore di circa 350.000 euro, pari alle somme indebitamente percepite dall’Inps a titolo di pensione di invalidità e di indennità di accompagnamento.