Otto cuccioli buttati in un pozzo a Palermo: salvi per miracolo grazie a una famiglia

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Otto cuccioli gettati in un pozzo, a Palermo, per lasciarli morire di fame e di inedia.

Otto cuccioli gettati in un pozzo, a Palermo, per lasciarli morire di fame e di inedia. I cagnolini si lamentavano sul fondo del pozzo prosciugato, ormai allo stremo delle forze. Ad avvertire i soccorsi una famiglia che aveva organizzato una gita. I bambini si sono accorti dei guaiti, udendoli dal pozzo.

Una storia dell’orrore a lieto fine per otto cagnolini appena nati, gettati in un pozzo prosciugato a Palermo tra le rovine della vecchia Santa Margherita Belice. Gettati via per lasciarli morire lì, di fame e di inedia. Se questo triste epilogo è stato scongiurato, si deve solo al caso:una famiglia che ha organizzato una passeggiata dalla vicina Castelvetrano. Sono stati proprio i bimbi, correndo tra i resti delle case diroccate, a sentire i guaiti dei cagnolini e ad avvertire i genitori.

All’inizio non volevano crederci, ma poi il rumore dei guaiti è apparso inequivocabile. Così sono state allertate le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, arrivati pochi minuti dopo l’allarme, pronti per calarsi con funi e lunghe scale nel pozzo buio per oltre dieci metri fino a raggiungere i cuccioli sul fondo, ormai allo stremo delle forze. C’è chi è corso a comprare delle buste di latte per nutrirli, mentre il sindaco Franco Valenti e l’assessore  Francesco Sciara hanno subito chiamato Chiara Calasanzio, una donna che ha salvato almeno cento cani, considerata in zona la “santa” dei cuccioli

Gli otto cagnolini sono stati portati nella struttura tirata su dieci anni fa proprio dalla Calasanzio, l’Oasi Ohana. Appena una settimana fa era stata ritrovata una cucciolata di sei cagnolini, di cui uno morto, abbandonati ancora sporchi di placenta. I cinque sopravvissuti adesso sono accanto agli ultimi otto recuperati. Scatta nel frattempo la caccia ai responsabili. Si tratta, secondo Chiara, di persone che non sterilizzano gli animali in campagna, sentendo poi la necessità di sbarazzarsi delle cucciolate in ogni modo. “Con l’ultima trovata hanno superato loro stessi – ha affermato la Calasanzio -. Ma ci siamo noi che assistiamo e non daremo loro tregua.”.

Il sindaco aveva stanziato proprio negli ultimi giorni un contributo di 3mila euro per l’Oasi di Chiara. “Di soli veterinari spendiamo 1.500 euro al mese. Speriamo sempre che in tanti vengano a trovarci per adottare i cani, ma non sempre è così”. Subito dopo il salvataggio, la Calasanzio allerta i parenti: “Dobbiamo fare i turni per allattarli ogni due ore”.

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