Operata al cuore. “Erin ha battuto il coronavirus, sorride e respira da sola”, così il papà della piccola bimba britannica di sei mesi ha rivelato la bellissima notizia comunicata dall’ospedale pediatrico di Liverpool dove Erin era stata ricoverata circa due settimane fa per le terribili conseguenze della malattia.

Ce l’ha fatta la piccola Erin Bates, la neonata britannica che a sei mesi ha dovuto subire prima un delicatissimo intervento al cuore, poi problemi respiratori e infine è stata colpita anche dal coronavirus mentre era in ospedale. La bimba è sopravvissuta a tutte le battaglie e ora è finalmente guarita dal coronavirus. A dare la lieta notizia ai genitori sono stati i medici dell’ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool dove Erin era stata ricoverata circa due settimane fa per le terribili conseguenze della malattia. Uno splendido annuncio per la famiglia ma anche una notizia di speranza per tutti gli altri che si erano commossi davanti agli scatti della neonata. Le foto della piccola ricoverata in un letto di terapia intensiva, collegata a una macchina per l’ossigeno e circondata da tubi e attrezzature, infatti aveva sconvolto l’intera comunità locale e il Regno Unito.

La diagnosi di Covid-19 era arrivata mentre la neonata era già alle prese con i gravi problemi al cuore e alla trachea, che avevano richiesto un intervento chirurgico importante. Nonostante tutto questo, la piccola Erin ha lottato come una leonessa ed è riuscita a superare anche l’ennesimo ostacolo che ha dovuto affrontare nella sua ancora breve esistenza. “Erin ha battuto il virus, sorride e respira da sola. È stata colpita duramente e ha lottato tra alti e bassi, ma  vogliamo che la gente sappia che il coronavirus non deve essere una condanna a morte per le persone con condizioni cliniche preesistenti” ha dichiarato il padre Wayne che, insieme alla moglie ha voluto raccontare la battaglia della figlia attraverso il web. La battaglia della piccola Erin ora prosegue. Nata con un peso di soli 2,4 kg, la bimba infatti rimarrà in ospedale ancora lungo come paziente di lunga degenza a causa di altri problemi di salute.