Operai caduti da un’impalcatura a Roma. Per i due non c’è stato nulla da fare, sono morti sul colpo a causa del tremendo impatto con l’asfalto dopo una caduta di oltre venti metri. Tanti i messaggi di parenti e amici che in questo momento si leggono sui social. Secondo le prime informazioni, i due avevano l’imbracatura, ma forse non era allacciata al salvavita.

Paolo Pasquali aveva 29 anni, Stefano Fallone 53. Sono i due operai morti questa mattina a Roma dopo essere caduti intorno alle 10.30 da un’impalcatura nel cantiere di Vigna Murata, nel quale stavano lavorando. Un volo di oltre venti metri il loro, che non gli ha lasciato scampo. La Procura di Roma al momento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, in attesa che le indagini vadano avanti ed emergano ulteriori dettagli del tragico incidente costato la vita ai due uomini, operai specializzati. Secondo le prime informazioni, stavano tagliando una trave di cemento quando entrambi sono precipitati nel vuoto. A dare l’allarme sono stati i passanti, che hanno chiamato il 112 per chiedere l’arrivo immediato dei soccorsi.

Il sindaco di Canale: “Le parole non bastano”
“Il primo pensiero è per lui, per una vita che finisce troppo presto, a soli 29 anni. Poi per la sua famiglia, per il dolore che stanno provando in queste ore, impossibile anche pensarlo”. A ricordare Paolo Pasquali è anche il sindaco del comune di Canale, Alessandro Bettarelli. “Poi per tutti gli amici che gli hanno voluto bene e adesso non potranno più dimostrarglielo. Infine per tutta la nostra Comunità, perché la morte di Paolo colpisce tutti noi, toccati da una cosa troppo grande da credere, tanto da spingerci a riflettere, a ricercare comunque un senso in una cosa che purtroppo senso non ha. Ciao Paoletto, le parole stavolta non bastano”. “A causa di un incidente sul lavoro ci lascia un nostro giovane concittadino. Troppo giovane per morire. L’Amministrazione comunale si stringe alla famiglia nel dolore di questi attimi. Un dolore che lascia senza parole. Riposa in pace caro Paolo. Canale non ti dimenticherà”, il messaggio di cordoglio diffuso dal comune.

Operai morti, aperto fascicolo per omicidio colposo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Roma con la 12A, il Nucleo Speleo Alpino Fluviale, la squadra Usar e il funzionario di servizio, che hanno messo in sicurezza una trave sospesa. I soccorritori del 118 nulla hanno potuto per i due uomini, se non constatarne il decesso. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: compito degli inquirenti è verificare se il sinistro si sarebbe potuto evitare e se siano state infrante le norme previste in materia di sicurezza sul lavoro. Terminati gli accertamenti le salme sono state messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Operai morti, forse imbracatura non allacciata a salvavita
“I due operai morti avevano l’imbracatura ma chi doveva verificare che fosse agganciata correttamente non lo ha fatto” ha dichiarato Gianni Lombardo, della Fillea Cgil. L’ipotesi è che non fosse allacciata al salvavita, un gancio che assicura il lavoratore in caso di caduta. “Il lavoratore può anche commettere un errore, ma dev’esserci sempre qualcuno che sovrintende, un preposto o capo cantiere della ditta. Il problema della sicurezza in Italia è già noto ed importante che nasce dalla formazione e dai controlli. Due morti che si aggiungono a tutti gli altri: negli anni non è cambiato nulla, la crisi ha peggiorato la situazione”.