Omicidio Colleferro, l’amica di Willy. A parlare è una ragazza di 24 anni, amica di Willy, tra le testimonianza chiave che accusano i quattro arrestati. “Willy è morto tra le mie braccia”, racconta. Poi aggiunge come Mario Pincarelli e gli altri arrestati fossero soliti molestare le ragazze: “Mi si è messo addosso, non mi lasciava in pace, pretendeva che andassi in auto con lui ad Artena. Sono dovuta correre via per liberarmene, farmi accompagnare a casa perché non si fermava”.

Hanno 19 e 24 anni, sono le due amiche di Willy Monteiro Duarte che lo hanno soccorso dopo la fuga dei suoi aggressori. Ieri sono state ascoltate di nuovo dai carabinieri nella caserma di Colleferro. Una nuova deposizione per aiutare gli inquirenti a precisare ulteriormente responsabilità e dinamica dell’omicidio del 21enne di Paliano. È stata la più grande delle due a indicare nei fratelli Bianchi i protagonisti della violenza su Willy, in particolare Gabriele Bianchi gli avrebbe sferrato un calcio in pieno petto violentissimo, poi tutti gli altri si sarebbero accaniti sul suo corpo incosciente a terra.

Racconta di quella comitiva di giovani violenti e prepotenti, che aggrediscono, intimidiscono e sono noti anche per molestare le ragazze. “E non era la prima volta e mica solo lui. – dice parlando di Mario Pincarelli – La settimana scorsa ha molestato anche me. Ero al compleanno di mio fratello che festeggiava in uno dei pub. Mi si è messo addosso, non mi lasciava in pace, pretendeva che andassi in auto con lui ad Artena. Sono dovuta correre via per liberarmene, farmi accompagnare a casa perché non si fermava. Ha rovinato la festa di mio fratello”

Studia Giurisprudenza, lavora come cameriera per mantenersi agli studi e ha tutta l’intenzione di testimoniare al processo raccontando quello che ha visto, di come ha tenuto Willy tra le braccia mentre moriva. Riconosce nella discussione con Federico Zurma (l’amico che Willy è intervenuto per difendere) Belleggia e Pincarelli, poi l’arrivo del Suv da cui scendono i fratelli Bianchi mentre un terzo uomo rimane al volante, a quel punto il pestaggio, breve e violentissimo: “Sì, il primo calcio all’addome, dato a freddo da Gabriele. Willy è rimasto senza fiato, l’ho sentito tirare due respiri e poi emettere come un rantolo. È finito a terra e quelli gli sono andati sopra. È durato tutto pochissimo. L’ho visto morire praticamente tra le mie braccia, ho fatto largo a una donna che ha provato a fargli il massaggio cardiaco ma ormai era inutile”.