Omicidio Bolzano, Benno Neumair pentito: “Crollato dopo il ritrovamento della madre”

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Omicidio Bolzano, Benno Neumair pentito. La confessione del 30enne Benno Neumair sarebbe arrivata dopo il ritrovamento del corpo della madre Laura Perselli secondo quanto dichiarano i due legali. “Benno è molto pentito, mostra tratti della personalità che inducono a dubitare della capacità di intendere e di volere – spiegano -. Chiederemo degli accertamenti”

La notizia della sua confessione è arrivata nella giornata di ieri 8 marzo: Benno Neumair è crollato e ha ammesso di aver ucciso i genitori Laura Perselli e Peter Neumair lo stesso giorno della loro scomparsa. Entrambi sono morti in casa: Peter dopo un breve litigio e Laura dopo un agguato tesole in casa dall’assassino. Il 30enne ha deciso di confessare spontaneamente secondo la difesa, scosso dal ritrovamento del corpo della madre. A quel punto non sarebbe più riuscito a portare avanti la rimozione dei fatti e le versioni alternative della cosa.

I due decessi sono avvenuti, secondo quanto raccontato da Benno, nella casa di Via Castel Roncolo. I corpi sono stati poi gettati nell’Adige e successivamente il 30enne ha cercato di costruirsi un alibi. Alibi che però non gli è riuscito e che lo ha portato a mesi di negazioni e bugie fino a quando il corpo di Laura non è emerso dal fiume il 6 febbraio. “Dopo la confessione – spiegano i due avvocati del giovane Neumair, Moccia e Polo – d’intesa con la Procura della Repubblica e nel rispetto della segretezza, abbiamo approfondito i fatti nei dettagli e con riscontri obiettivi.In questo frangente è emersa anche la complessità di una personalità in apparenza incapace di compiere azioni per il proprio bene, coinvolgendo spesso nei suoi errori anche gli altri. Alcuni tratti della sua personalità sono antagonisti con ciò che viene accettato dalla società”.

Una personalità problematica quella di Benno: lo avevano detto tutti, dalla madre che se ne lamentava con le amiche fino a pochi giorni prima di morire alla sorella, che temeva la sua scarcerazione per la propria sicurezza. Chi è stato più indulgente, ha definito i suoi tratti problematici “quelli di un qualunque ragazzo”. E le incoerenze della sua linea di pensiero hanno portato le autorità a decidere di accertare la capacità di intendere e di volere del giovane al momento del fatto. Una strada lunga che passa anche per l’osservazione dello stato psicologico dell’assassino: se nei primi quattro giorni dopo il delitto sembrava essere assolutamente normale, con tanto di visita all’estetista, adesso sarebbe “amaramente pentito” secondo i suoi legali. “Si aggrappa a un sentimento di pentimento disperato che non chiede o ha aspettative di pietà da parte delle vittime che non sono neppure i genitori: si tratta degli altri affetti, quelli più intimi e più cari, ce da mesi ormai fanno i conti con l’assenza di Laura e Peter”.

Omicidio Bolzano, Benno ha ucciso il padre dopo una lite: poi ha strangolato la madre. Benno Neumair avrebbe aggredito e strangolato fino a ucciderlo con una corda prima il padre e poi avrebbe atteso il rientro in casa della madre e avrebbe aggredito anche lei, Laura Perselli, il cui corpo è stato trovato nel fiume Adige nei pressi di Egna lo scorso 6 febbraio. Il 30enne bolzanino un mese fa ha confessato agli inquirenti di essere lui l’autore dell’omicidio dei genitori scomparsi lo scorso 4 gennaio dalla casa di Bolzano in cui vivevano.

Una lite violenta tra padre e figlio, l’ennesima, terminata con la morte di Peter Neumair. Benno lo avrebbe aggredito e strangolato fino a ucciderlo con una corda, poi avrebbe atteso il rientro in casa della madre e avrebbe aggredito anche lei. Laura Perselli, il cui corpo è stato trovato nel fiume Adige nei pressi di Egna, ha trovato la morte per mano del figlio, così come il marito, per strangolamento. Il 30enne bolzanino un mese fa ha confessato agli inquirenti di essere lui l’autore dell’omicidio dei genitori scomparsi lo scorso 4 gennaio dalla casa di Bolzano in cui vivevano.

Benno avrebbe ucciso prima il padre e poi la madre
Li ha uccisi quel giorno e ha poi gettato i corpi nel fiume Adige. La confessione è giunta un mese fa mentre era in carcere in isolamento, poco dopo la notizia del ritrovamento del cadavere della madre ma la notizia è stata diffusa solo oggi perché la Procura aveva segretato l’interrogatorio. Non è chiaro cosa abbia spinto il giovane bolzanino a compiere il doppio omicidio. “La confessione – ha spiegato quest’oggi l’avvocato di Benno, Flabio Moccia – è avvenuta dopo un forte ed intenso crollo psicologico”. Lo stesso legale ha annunciato che ora ci sarà un incidente probatorio per stabilire la capacità di intendere e volere di Benno.

Proseguono le ricerche di Peter Neumair
Benno Neumair, che si trova in carcere dallo scorso 19 gennaio, deve rispondere delle accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La procura di Bolzano ha trasmesso all’ufficio del gip il fascicolo relativo alle indagini nei suoi confronti, con la richiesta di incidente probatorio avente ad oggetto la capacità di intendere e volere dell’indagato. La salma del padre, Peter, non è ancora stata ritrovata, ma la procura ha annunciato che le ricerche continueranno. Sono state centinaia le persone coinvolte nelle ricerche, lungo le rive a cercare: vigili del fuoco volontari e professionisti, finanzieri e carabinieri, sia della provincia di Bolzano sia della provincia di Trento. Sono stati utilizzati anche i gommoni dei reparti volontari (Freiwilligen Feuerwehren Südtirols) con competenza sui laghi. Nella ricerca sono stati impiegati anche i cani molecolari, provenienti da Lugano (Svizzera) con i rispettivi conduttori dell’associazione Detection Dogs Ticino.

Omicidio di Bolzano, lo zio di Benno Neumair: “Non è spontaneo. Personalità manipolatoria”. Lo zio di Benno Neumair ha saputo della sua confessione dai media, come tutti. Racconta di avergli scritto una lettera tempo prima per chiedergli di confessare. “Non ha sortito alcun effetto, credo agisca per convenienza personale” spiega ancora. Di Benno racconta atteggiamenti manipolatori al limite del delirio persecutorio. “Si è iniettato il sangue sotto la pelle per simulare un’aggressione”

Il ritratto di Benno rilanciato dallo zio si avvicina molto a quello di una personalità tendente alla perdita del controllo. Un ragazzo contraddittorio i cui comportamenti oscillavano dalla bipolarità a una vera e propria schizofrenia. “Non credo a una confessione liberatoria – spiega lo zio Gianni Ghirardini – gli è semplicemente convenuto o glielo avranno consigliato. Non c’è pentimento: aveva l’acqua alla gola, fa comodo confessare. La sua è una strategia. Deve dire dove è il corpo di Peter”.

Lo zio di Benno ha dichiarato di aver saputo della confessione dai media. L’avvocato della famiglia di Carla Perselli, sorella di Laura, si sta informando. Poco ancora sono riusciti a sapere di quanto successo: la Procura ha mantenuto il massimo riserbo sulle comunicazioni. “Non ci aspettavamo una confessione – spiega ancora lo zio – gli avevo chiesto di farlo, ma non credo sia stata la mia richiesta a sortire effetto”. L’uomo aveva infatti inviato una lettera al nipote per invitarlo a confessare e a pentirsi, ma non sarebbero state quelle parole a farlo crollare. Secondo l’accusa, il 30enne si sarebbe deciso a confessare dopo il ritrovamento del corpo della madre Laura. Una confessione avvenuta in due atti, nel giro di circa un mese. “L’ho tenuto in braccio, gli volevo bene – spiega – e uso l’imperfetto perché non gliene voglio più. Dovrebbe confessare e dovrebbe collaborare”.

Ghirardini racconta una personalità difficile, dai tratti estremamente infantili, eppure spiega di averlo amato e accudito fin da bambino. Sul perdono resta scettico. “Servirebbe un percorso lungo molto tempo, bisognerebbe capire cosa lo ha spinto e il dolore che ha dentro. Mi aspetto un percorso del genere da lui” ha raccontato. Benno però, fino al ritrovamento del cadavere di sua madre, ha negato anche l’evidenza, mostrandosi più sconvolto dall’arresto che dall’omicidio in sé. Ghirardini aveva provato a dirgli queste cose di persona, andandolo a trovare in carcere, ma non glielo avevano fatto vedere. “Ho provato a scrivergli, ma credo che agisca per convenienza e che la mia lettera non abbia sortito alcun effetto”.

Il ritorno alla normalità

La sorella di Laura Perselli e la sua famiglia hanno cercato di tornare lentamente alla normalità: Carla è tornata ad insegnare, mentre la sorella di Benno, Madè, è tornata a operare in ospedale, confidandosi con gli zii che sono l’unica famiglia a lei rimasta. La confessione di Benno ha risvegliato però brutti ricordi. Non è facile, assicurano, ricominciare come se la morte dei due coniugi di Bolzano fosse un dolore superabile. Madè aveva paura di non riuscire più a vedere il sangue. Secondo il racconto dello zio, la ragazza aveva paura di non essere più in grado di operare, ma poi è riuscita a tornare in ospedale e ha raccontato i suoi progressi alla zia.

Deliri persecutori e i problemi in famiglia
Gli ultimi anni di Benno Neumair sono costellati di episodi al limite del delirio persecutorio. I problemi in famiglia erano arrivati quando aveva iniziato con gli anabolizzanti, che avevano complicato il quadro già difficile dei rapporti di Benno con i genitori e con gli altri. “Un narcisista patologico. Abbiamo avuto paura che si suicidasse a un certo punto, ma poi ci siamo resi conto che teneva troppo a se stesso per fare una cosa del genere – racconta ancora lo zio -. Ha una mente disturbata, che è una cosa che si vede col tempo. Però è assolutamente capace di intendere e di volere: i suoi disagi con i genitori non li conosco del tutto, ma poteva andarsene altrove e farsi la sua vita. Invece è rimasto e li ha uccisi. Perché farlo?”.

In Germania, Benno aveva ricevuto la diagnosi terribile di schizofrenia paranoide. Tornato in Italia, il tutto si era tramutato in accertato bipolarismo, uno sdoppiamento della personalità decisamente soft. Eppure, gli episodi che hanno portato alla diagnosi non sembrano “cosa da poco”. Benno aveva raccontato di aver minacciato l’ex fidanzata con un coltello mentre vivevano in Germania, puntando poi l’arma verso di sé. Il tutto aveva portato a un suo ricovero in un ospedale psichiatrico. Secondo il racconto dello zio, però, le cose non sarebbero andate esattamente così: Benno si è prelevato il sangue, se lo è iniettato sottocute, negli zigomi e sul labbro e avrebbe simulato un’aggressione. Per completare il quadro, si sarebbe provocato delle ferite altrove. A quel punto ha telefonato gridando aiuto, urlando che quattro persone lo avevano aggredito. A disarmarlo era stata la polizia, che lo aveva poi portato in una struttura. “La sua personalità era manipolatoria e andava visto nel momento peggiore, non a distanza di tempo – racconta il familiare -. La mente disturbata non è una frattura che si vede con una radiografia. ha coperto gli indizi con freddezza e lucidità, sapeva cosa stava facendo. Sapeva che si trattava di sangue. Non può scappare da queste responsabilità: non c’è impeto ma premeditazione”.

La sorella di Benno Neumair: “Non credo al pentimento, sapevo che aveva ucciso mamma e papà”. Madé Neumair, la sorella di Benno, dopo la confessione resa da suo fratello: “Il fatto che Benno abbia ucciso a sangue freddo la mia mamma il mio papà la sera del 4 gennaio per me è stato violentemente e dolorosamente evidente fin dal primo pomeriggio del 6, come sanno gli inquirenti e le persone a me più care”. L’uomo è in carcere per l’omicidio di Peter Neumair e Laura Perselli.

“Non credo a un sentimento di pentimento da parte di Benno e ci vuole ben poco a capire che la sua confessione, resa immediatamente dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una delle sue due vittime, che presentava ovvi segni di violenza, fosse a quel punto un passo dovuto al quadro indiziario a suo carico e non ‘l’effetto di una dissoluzione, o schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione, attuate nella settimane successive al fatti'”. A dirlo è Madé Neumair, la sorella del personal trainer in carcere per aver ucciso i genitori Peter Neumair e Laura Perselli. Madé Neumair ha commentato la confessione del fratello in una lettera inviata dal suo avvocato Carl Bertacchi alla stampa.

“La notizia della confessione di Benno mi ha raggiunta attraverso la stampa – ha aggiunto Madé -. Non è un traguardo. In questo momento per me rappresenta semplicemente un’ulteriore svolta che forse faciliterà il nostro percorso in quello che fino a ieri vedevo dinanzi a me come un processo puramente indiziario”. La figlia di Peter Neumair e Laura Perselli dall’inizio ha temuto che il fratello fosse responsabile della scomparsa dei genitori. “L’indicibile fatto che Benno Neumair abbia ucciso a sangue freddo la mia mamma e il mio papà la sera del 4 gennaio, per me è stato violentemente e dolorosamente evidente fin dal primo pomeriggio del 6 gennaio, come sanno gli inquirenti e le persone a me più care”, ha scritto. E ancora: “Pensando alle prime settimane seguenti all’accaduto, stento a credere come io sia riuscita a mantenere la calma e la concentrazione nel trambusto e nel dolore più annientante, vivendo nella paura che la verità non venisse mal alla luce”.

Madé Neumair ha aggiunto di sentire i genitori “vicinissimi ogni giorno, mi hanno dato la forza di alzarmi ogni volta la mattina, mi stanno continuando a dare tutto quello che mi hanno sempre dato nel modo più puro”. “Ho vissuto quei primi giorni con le immagini in televisione di un Benno a braccia larghe che si appoggiava alla balaustra della terrazza del miei genitori scrutando arrogantemente in basso verso i giornalisti e i carabinieri, poco dopo lamentandosi con me al telefono su quanto fosse nauseato irritato da tutte le ‘strane domande’, sentendo nelle varie interviste la sua voce gelida fabbricare spontanee teorie depistanti e palesi menzogne”. E ancora: “Il 4 gennaio ho provato sulla mia pelle che il bene non sempre vince il male, che l’amore di una mamma e di un papà a volte può non bastare, che le parole giuste spesso non ci sono, che nessuna possibile condanna potrà mai compensare quello che in poche ore mi è stato tolto a nani nude. Credo pero ancora fermamente che la verità possa e debba vincere. Il mio cuore in questo momento è colmo dell’amore che sento fortemente per i miei genitori, della gratitudine nel confronti dell’Arma, degli inquirenti e dei miei legali, della vicinanza che sento per la mia famiglia da parte di un mondo intero, del bene e dalla luce che riesco a vedere nonostante tutto nella mia vita, della vita che vuole la vita, come diceva sempre mia mamma”.

La svolta nelle indagini sull’omicidio della coppia di Bolzano è arrivata qualche giorno fa, con la notizia della confessione di Benno Neumair, che però già da tempo aveva ammesso l’uccisione dei genitori Laura Perselli e Peter Neumair. La procura ha fatto richiesta di incidente probatorio in merito alla capacità di intendere e volere dell’indagato, che si trova in carcere a Bolzano. La coppia era scomparsa lo scorso 4 gennaio, il 29 gennaio il figlio Benno era stato arrestato e il 6 febbraio la salma di Laura Perselli era stata trovata nell’Adige.

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