No alla vendita in Italia della cannabis light

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Mentre il Canada ha dato il via completo alla legalizzazione della cannabis a scopri ricreativi, l’Italia fa un passo indietro

Non può essere esclusa la pericolosità, questa in sostanza la motivazione che ha spinto il Consiglio superiore di sanità (Css) ad esprimere, su richiesta del ministero della Salute, parere contrario alla vendita di cannabis lightche è legale anche in Italia dal 2017. Non vi sarebbero per il Css sufficienti studi sugli effetti che provocherebbero le sostanze su alcuni soggetti tra cui anziani, future madri e neomadri o persone con patologie specifiche.

Nella motivazione si legge: “La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni (0,2%-0,6%, le percentuali consentite dalla legge) non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine

Sugli effetti in casi particolari il Css aggiunge: “non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione)“.

Un mercato fiorente
La cannabis light ha un contenuto di Thc (sostanza responsabile degli effetti psicotropi della cannabis) inferiore allo 0,6%. Dopo l’entrata in vigore del provvedimento con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 14 gennaio del 2017, si è verificato l’incremento delle vendite e si sono moltiplicati gli smart shop. In commercio anche la possibilità di comprarla online come con EasyJoint, marijuana con poco principio attivo.

La legge sulla possibilità di produzione e consumo di marijuana light, seppur già in vigore dal 2017, presentava delle incertezze. Pur essendo legali le infiorescenze di canapa in vendita, non si poteva riportare una destinazione d’uso.

Nel frattempo una circolare del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali aveva chiarito che produrre e vendere cannabis light in Italia è legale, senza incertezze.

Cosa accade ora
Le strade percorribili sono due: scegliere di accogliere il parere del Css e vietare la vendita oppure optare per l’adozione di regole più severe per consentire la vendita. Nel frattempo, riporta Repubblica, il ministero della Salute ha chiesto anche il parere dell’Avvocatura di stato.

 

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