Nel 2060 l’economia mondiale starà meglio o peggio di oggi?

0

L’Ocse pubblica la sua visione dell’economia mondiale tra 40 anni: dominano Cina e India, a rischio i paesi che scelgono politiche protezionistiche

Da qui al 2060 il baricentro dell’economia globale si sposterà decisamente verso l’Asia. Lo riferisce l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse)nel suo ultimo rapporto The Long View.

Risultato: Cina e India rappresenteranno un quota sempre crescente della produzione andando a contare, entrambe, per il 20% e il 25% del prodotto interno lordo mondiale, contro poco più del 40% dei paesi Ocse, che sono 35 e comprendono, tra gli altri, Stati Uniti, Canada, Giappone, Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Turchia. Questo vuol dire che, nel conto dell’economia globale, i paesi dell’Ocse perderanno circa 20 punti percentuali a scapito dei mercati emergenti. Giusto per dare un’idea, Cina e India assieme avranno un prodotto interno lordo superiore a quello delle nazioni Ocse, mentre oggi sono a circa un terzo.

L’area euro vedrà restringere la sua fetta che si attesterà intorno al 10%: quasi un dimezzamento, dovuto anche al progressivo invecchiamento della popolazione.

In generale però, la crescita diminuirà progressivamente negli anni, a causa del rallentamento graduale delle grandi economie emergenti, passando da una media mondiale del 3,5% attuale (con i picchi di Cina e India, rispettivamente al 6,6% e 7,18%) fino al 2% nel 2060. Rimane costante la crescita degli Stati Uniti, che mantengono la terza posizione a livello mondiale.

(Foto: The Long View: Scenarios for the World Economy to 2060)
(Foto: The Long View: Scenarios for the World Economy to 2060)

Per quanto riguarda il tenore di vita (pil pro capite) il miglioramento maggiore si registra nei paesi cosiddetti Briics (ossia Brasile, Russia, India, Indonesia, Cina e Sudafrica), che hanno visto una crescita annuale del 6% nell’ultimo decennio e continueranno a crescere con una media del 2% fino al 2060. In miglioramento anche la qualità della vita nei paesi Ocse, con percentuali in crescita tra l’1,5% e il 2% annuo nei prossimi 40 anni.

Il pil pro capite nei Briics e in alcuni paesi dell’Ocse a basso reddito però, rimarrà comunque inferiore alla metà di quello degli Stati Uniti. Uno dei motivi è il cambiamento demografico che peserà sulla crescita degli standard di vita, con un aumento della spesa sanitaria, pensionistica e, più in generale, della pressione fiscale nei paesi dell’Ocse, pari a circa il 6%.

Le scelte politiche fatte oggi dunque, potranno avere un perso importante (in positivo, ma anche in negativo) sugli scenari dell’economia appena descritti. Per esempio, ricorda l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nei paesi emergenti un miglioramento della governance e dei livelli di istruzione potrà portare (in uno scenario in cui entrambi i fattori raggiungano i livelli medi dell’Ocse), un innalzamento dal 30% al 50% degli standard di vita.

E ancora, allineare i futuri aumenti dell’età pensionabile alle aspettative di vita – come già accade in alcuni paesi – potrebbe aiutare ad aumentare il tasso di occupazione nei paesi dell’Ocse di oltre 5%. L’aumento poi degli investimenti in ricerca e sviluppo in tutti i paesi dell’Ocse aumenterà gli standard di vita aggregati del 6% entro il 2060 (addirittura del 10-18% nei paesi che attualmente spendono poco in ricerca e sviluppo).

Ma ci sono anche ipotesi meno desiderabili. In conclusione infatti, il report mostra come la riduzione della liberalizzazione del commercio, a lungo termine, potrebbe provocare una diminuzione del 14% del tenore di vita generale di tutti i paesi. Con picchi dal 15 al 25% nei paesi più colpiti dalle politiche protezioniste.

 

 

Articolo PrecedenteFibra, stop alla fregature. Bollo “a semaforo” per scoprire se arriva a casa
Prossimo ArticoloCombina incontro con la chat erotica ma in albergo trova la cognata
Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.