È morto gettandosi dal tetto del suo condominio a Murcia, in Spagna, l’attore hard Macanao Torres, nome d’arte di Pedro Oliver. Aveva 35 anni. Nel 2011 gli era stato diagnosticato il linfoma non Hodgkin, malattia che nel 2016 lo aveva spinto a ritirarsi dalle scene a 10 anni dal suo debutto. A febbraio 2019 il cancro era tornato per la terza volta.

È morto suicida a soli 35 anni l’attore hard Macanao Torres, nome d’arte di Pedro Oliver. Secondo fonti locali, si sarebbe tolto la vita gettandosi dal tetto del suo condominio a Murcia, in Spagna. Nel 2011 gli era stato diagnosticato il linfoma non Hodgkin, malattia che nel 2016 lo aveva spinto a ritirarsi dalle scene. L’esordio da pornostar risale al 9 ottobre 2006, in un film girato dal regista e produttore di porno gay Jalif. Il ritiro era arrivato a 10 anni esatti dal suo debutto. Nel febbraio 2019 gli era stata diagnosticata per la terza volta la riproduzione del cancro linfatico. Si è tolto la vita poco dopo le 20 del 29 dicembre.

Chi era Macanao Torres
Macanao Torres era un volto noto del cinema per adulti. Aveva lavorato per numerose case di produzione. Tra le altre la JalifStudio, la Hardkinks, la Treasure Island Media, la Butch Dixon e la Dark Alley Media. Nonostante il ritiro, nel 2019 Torres aveva continuato a patrocinare eventi legati alla prevenzione dell’HIV nell’ambito della comunità LGBT. Per anni si è battuto affinché fossero inaspriti i controlli necessari a garantire la sicurezza sui set, condannando apertamente i produttori di “porno bareback”, termine che indica i rapporti sessuali praticati senza protezione, e le società responsabili di non chiedere agli attori la produzione di referti medici: “Li sfido a rendere pubbliche le analisi che fanno gli attori. Non è possibile che s’insegni alle nuove generazioni che va bene fare sesso senza preservativo”.

La protesta di Pedro Oliver contro l’industria del porno
Prima del ritiro, Macanao Torres aveva rilasciato una lunga intervista al sito Shangay in cui puntava il dito contro l’industria del cinema hard: “Un’agonia. Come puoi chiamarti pornostar, se quando ti nominano per alcuni premi ti dicono che te li daranno solo con uno spettacolo gratuito in cambio? O quando ti assumono per recitare, arrivi lo stesso giorno sul sito, lavori tutta la notte e alle dodici del mattino ti buttano fuori dall’hotel? È questo il lavoro di una pornostar? Per poterlo svolgere, devi essere in forma, riposato, andare in palestra, prenderti cura di te. Tutte cose che non vengono più valutate come prima”. Sotto accusa i budget sempre più risicati messi a disposizione delle produzioni:

Va bene, il porno dà sempre meno soldi, meno film vengono venduti. Normale, però, se ogni volta ci lavora sempre più gentucola! Per me lavorare nei film porno non è solo scopare e basta, ma significa recitare e sforzarsi di farlo nel miglior modo possibile. Ora tutto ciò non lo vedo quasi più.