Morte di Viviana e Gioele. Secondo le ipotesi della Procura di Patti si sarebbe trattato di omicidio suicidio, ma sarà l’autopsia prevista per domani sui resti del piccolo Gioele Mondello, ritrovati lo scorso 20 agosto da un volontario, a fornire le risposte che mancano nel giallo di Caronia. Le famiglie Mondello e Parisi, intanto, continuano a sostenere la ricostruzione dell’incidente.

Secondo le ipotesi della Procura di Patti si sarebbe trattato di omicidio-suicidio, ma sarà l’autopsia prevista per domani sui resti del piccolo Gioele Mondello, ritrovati lo scorso 20 agosto da un volontario, a fornire le risposte che mancano nel giallo di Caronia. Al momento, infatti, in base agli esiti di alcuni accertamenti condotti dalla Scientifica sulla scena dell’evento, si ipotizza che Viviana Parisi si sia gettata volontariamente dal traliccio nelle campagne messinesi dopo aver tolto la vita al figlioletto, assecondando un disegno suicida che includeva, purtroppo, anche il piccolo Gioele.

La ricostruzione della Scientifica
Siamo ancora nel campo delle ipotesi. La polizia, infatti, non ha trovato tracce di DNA né impronte della Parisi sul pilone d’acciaio dal quale si sarebbe lanciata facendo un volo di quindici metri, a circa un chilometro e mezzo dal luogo dove ha avuto un incidente con la sua ‘Opel Corsa’. Secondo gli esperti, infatti, la posizione del corpo della 43enne, ritrovato ad alcuni metri dalla base del traliccio, sarebbe indicativa di una caduta diversa da quella accidentale. Viviana, in poche parole, sarebbe atterrata sull’erba a quella distanza dopo essersi lanciata ‘a tuffo’. Si attendono, tuttavia i risultati completi dell’autopsia sul corpo della donna per avere notizie certe. Elvira Ventura Spagnolo, medico legale incaricato dell’esame, ha infatti raccomandato prudenza fino a che non ci saranno dati scientifici certi.

L’ipotesi del ‘suicidio allargato’

Quale che sia stata la causa della morte di Viviana non chiarisce la sorte del piccolo Gioele, il cui corpicino è stato dilaniato dagli animali selvatici, probabilmente dopo la morte. Per la Procura di Patti – che fino ad alcuni giorni fa, fino al momento in cui non si è presentato uno dei testimoni oculari, non aveva prove che il bimbo fosse a Caronia insieme alla madre – il piccolo era già morto quando mamma Viviana si è gettata dal pilone. La donna, sempre secondo la ricostruzione ipotizzata dal pm, Angelo Cavallo, avrebbe coperto il corpicino del figlio con foglie e sassi, dopo averlo ucciso, per poi togliersi la vita. A supporto della tesi del ‘suicidio allargato’ c’è anche lo stato psicologico estremamente precario di Viviana Parisi. Nell’auto incidentata gli investigatori hanno trovato due certificati medici che attestavano i problemi della donna, che secondo i parenti era caduta preda di una depressione e di deliri mistici.

I ‘deliri mistici’ e quelle pillole ingerite a giugno
Nei giorni precedenti alla scomparsa, infatti, Viviana aveva manifestato alla cognata il desiderio di raggiungere la Piramide della Luce, probabilmente meta designata per i suoi significati, dell’ultimo viaggio del 3 agosto prima che l’incidente cambiasse i piani. Non meno importante sembra essere un altro episodio inquietante avvenuto nel mese di giugno, quando Viviana ha ingerito otto pillole di antidepressivo per poi chiedere aiuto al marito, Daniele Mondello.  Per la Procura un primo tentativo di suicidio, per la famiglia, invece, solo un incidente in cui Viviana, provata dal lockdown, era inciampata in un periodo di difficoltà, tra i problemi economici del marito, cassintegrato dopo la perdita del posto di autista alla paura del contagio per sé e la propria famiglia.

Le famiglie credono alla tesi dell’incidente
Per i Mondello e i Parisi, come hanno fatto sapere attraverso i loro legali, il suicidio non è una ipotesi contemplabile. Secondo il vedovo Daniele Mondello e i genitori della Parisi, che vivono a Torino, Viviana non avrebbe mai potuto fare del male al figlio. Per loro, una valida spiegazione a quanto accaduto nelle campagne di Caronia, è che Viviana possa essere caduta dal traliccio mentre cercava suo figlio tra la vegetazione dei boschi. Proprio il fortissimo legame madre figlio, tuttavia, per la Procura avrebbe spinto la donna, provata da forti paure e psicologicamente smarrita, a privare il piccolo della vita per ‘sottrarlo’ ad altri pericoli per lei ben più reali e spaventosi.  Intanto i legali di Daniele Mondello, gli avvocati Pietro Venuti e Claudio Mondello, hanno fatto sapere di aver presentato “alla procura di Patti una querela contro ignoti per presunte omissioni sulla morte di Viviana” e su “eventuali ritardi nella loro ricerche”.